Dossier sulle 5200 posizioni economiche ATA dimenticate

di redazione
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E' di questi giorni la notizia che il MIUR ha convocato le organizzazioni sindacali, per un incontro che si terrà lunedì 20 aprile alle ore 15.00, col seguente ordine del giorno:

E' di questi giorni la notizia che il MIUR ha convocato le organizzazioni sindacali, per un incontro che si terrà lunedì 20 aprile alle ore 15.00, col seguente ordine del giorno:

  • posizioni economiche ATA;
  • rapporti con le Ragionerie territoriali.

Un dossier con dati raccolti a cura di A. Fiorillo

Il gruppo Personale ATA Riunito è formato da collaboratori scolastici, cuochi, guardarobieri, addetti alle aziende agrarie, assistenti tecnici, amministrativi e Direttori dei servizi Amministrativi. Nel gruppo si collabora e si condividono le esperienze professionali, procedure e sono discussi, in modo pragmatico, tutti gli aspetti principali relativi al lavoro svolto nelle scuole.

Il coordinamento posizioni economiche ATA è stato costituito grazie all'incontro sul web il 29 gennaio 2014, gli iscritti al gruppo Personale ATA Riunito, interessati dall’annosa vicenda posizioni economiche ATA. hanno creato un coordinamento formato da colleghi che tra l’attonito e lo stupito si chiedevano in quanti abbiamo perso la posizione economica ATA?

Il diritto al pagamento alle posizioni economiche è stato acquisito dal personale scolastico grazie al superamento dei diversi concorsi banditi dal MIUR e all’espletamento della dovuta formazione prevista per assumere incarichi di maggiore responsabilità nelle scuole. Ma 5000 lavoratori sono stati dimenticati tra le pieghe del patto di stabilità, di una legge ad hoc e di una trattativa all’Aran, fatte in tutta fretta per superare ed evitare l’imbarazzo dell’indebito recupero economico delle somme già corrisposte ai colleghi che avevano già avuto l’attivazione del beneficio economico.

Com’è possibile dimenticare 5000 lavoratori? Questa è la domanda che più spesso ricorre nei commenti dei protagonisti che in questa vicenda pirandelliana relativa alle posizioni economiche dimenticate dal MIUR e dal MEF si sono sentite “marionette” nel gioco delle parti. Domanda alla quale non si riesce a dare una risposta.

Che cosa hanno provato? All’improvviso si sono sentiti “nessuno”, l’effetto del patto di stabilità per loro e solo per loro ha significato essere “annullati, ignorati”. Tutti, nonostante ciò, hanno continuato a svolgere le loro funzioni cosi com’era previsto dal loro ruolo e dalle prestazioni aggiuntive indicate nel piano di lavoro nell’ambito delle istituzioni scolastiche di appartenenza.

Qual è la loro unica colpa? I corsi di formazione concernenti il loro procedimento di concorso sono terminati in notevole ritardo rispetto alle procedure di altre province italiane e gli elenchi sono stati trasmessi con ulteriore lentezza. Un ritardo ingiustificato e fatale! Dove è accaduto? A Roma, Milano, Benevento, Catania…. e in tante altre città d’Italia, tanti “uno” che sembravano “nessuno” ma in realtà sono 5000!

Gli elenchi sono stati inviati diverse volte e i dati finalmente acquisiti a sistema dal MIUR e dal MEF. In questi anni entrambi i Ministeri hanno sviluppato copiosi carteggi di documenti con quesiti, pareri, circolari esplicative, raccolte di dati a livello nazionale che hanno coinvolto gli Uffici Scolastici Regionali, gli Ust AT competenti per territorio.

Quando i 5000 lavoratori riceveranno il beneficio “una tantum” dovuto al 31 agosto 2014?

Tutto è instabile e inconcluso in questo caos pirandelliano.

Rimane solo la certezza di essere 5000 e quindi di esistere!

Lo sguardo e la speranza dei 5000 sono rivolti alla prossima riunione del 20 aprile, sollecitata dai Sindacati al MIUR, intanto si preparano le diffide, perché questa volta non sono accettabili altri rinvii, richieste di conteggi o eventuali altre richieste di pareri al MEF.

I lavoratori chiedono di interrompere la catena di errori e discriminazioni. Chiedono risposte concrete e il pagamento immediato del lavoro già svolto. La riattivazione del beneficio dal primo gennaio 2015, invece, è un atto dovuto perché gli effetti del patto di stabilità cessano proprio da quella data.

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