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Doppio calcolo pensione, vince sempre quello meno favorevole

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La pensione con doppio calcolo penalizza i lavoratori, vediamo di cosa si tratta e perchè viene applicato.

Forse non tutti lo sanno, ma per chi ha diritto alla pensione con calcolo retributivo fino al 2011 viene applicato un doppio calcolo nella determinazione dell’assegno e, poi, al lavoratore viene riconosciuto quello meno conveniente. Ma perchè si applica e come funziona? Cerchiamo di capire questa metodologia poco conosciuta.

Pensione con doppio calcolo

Per quali lavoratori l’INPS applica il doppio calcolo? Tranquillizziamo subito dicendo che non è una pratica riservata a tutte le pensioni ma solo a quelle di quei lavoratori che possono vantare almeno 18 anni di contributi versati al 31 dicembre 1995, ovvero coloro che avranno, quindi, il sistema retributivo applicato fino al termine del 2011 e contributivo per gli anni successivi.

Perchè il doppio calcolo? E’ risaputo che per la maggior parte dei lavoratori il calcolo contributivo è meno conveniente restituendo un assegno pensionistico basato solo ed unicamente sul montante contributivo e sul coefficiente di trasformazione riferito all’età mentre il sistema retributivo ha permesso di ottenere pensioni molto più alte visto che calcolate sulle ultime retribuzioni (che solitamente sono quelle di importo maggiore a fine carriera).

Ma in alcuni casi il sistema contributivo potrebbe essere più conveniente. Per evitare che qualcuno potesse beneficiare, quindi, di un calcolo di pensione più alto di quello che sarebbe spettato con il retributivo, si è introdotto il sistema del doppio calcolo.

Immaginate una bilancia a due bracci: su un piatto la pensione calcolata con sistema misto, retributivo fino al 2011 e contributivo successivamente, sull’altro quella calcolata con il sistema retributivo. Al lavoratore sarà liquidata, ovviamente, quella che pesa di meno.

Ma perchè si procede in questo modo? Nel sistema retributivo puro il limite invalicabile era segnato dai 40 anni di contributi visto che solo quelli venivano utilizzati per il calcolo della pensione anche se ne avevi versati di più.

Con il sistema contributivo, invece, un lavoratore può decidere di lavorare anche 45 o 47 anni vedendosi conteggiati tutti i contributi nel calcolo dell’assegno ed è da considerare che più tardi si va in pensione maggiormente conveniente sarà il coefficiente di trasformazione applicato. Proprio per questo, in alcuni casi, la pensione contributiva è di importo superiore a quella retributiva. Ed ecco l’idea del doppio calcolo.

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