Doppia laurea, proposta di legge per abolire divieto in discussione in Commissione Cultura

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“Nuovi flussi di informazione e conoscenza, che quotidianamente impattano il nostro mondo e le nostre società, determinano anche una necessaria capacità di adattamento del comparto dell’educazione e della formazione”

“E’ sulla base di questa affermazione che si sostanzia la volontà di abolire il divieto di iscrizione contemporanea a due diversi corsi di laurea, oggetto di una mia proposta di legge ritornata in discussione – in comitato ristretto per la definizione di un testo unificato – in Commissione Cultura proprio oggi”.

Lo scrive su Facebook l’onorevole Paolo Lattanzio.

“Oggi più che mai – prosegue – non possiamo che considerare assolutamente anacronistica la disposizione – risalente al 1933 – che vieta di frequentare, contemporaneamente, più di un corso di laurea: l’ampio ventaglio dell’offerta formativa universitaria – spesso fortemente specializzata – e la richiesta di una grande flessibilità nelle competenze da parte del mondo del lavoro rendono necessario un intervento normativo che semplifichi l’accesso ad una formazione specialistica di natura cross-cutting”.

“La mia proposta di legge – in esame congiunto con altre proposte simili – dispone allora l’abrogazione di un comma dell’articolo 142 del testo unico delle leggi sull’istruzione superiore, il quale prevede che ‘è vietata l’iscrizione contemporanea a diverse Università e a diversi Istituti di istruzione superiore, a diverse Facoltà o Scuole della stessa Università o dello stesso Istituto e a diversi corsi di laurea o di diploma della stessa Facoltà o Scuola’.
Alla base della proposta – ratio assorbita nel testo unificato delle diverse PDL – c’è la volontà di aprire la strada alla possibilità di caratterizzare fortemente il proprio percorso universitario, allineandosi anche con il sistema universitario europeo che garantisce una maggiore flessibilità di specializzazione; si prevede inoltre il conseguimento contemporaneo di un titolo riconosciuto nel nostro Paese e di uno riconosciuto in quello straniero, in modo da poter strutturare in autonomia dei «percorsi» misti, che permettano alle studentesse e agli studenti di acquisire competenze e conoscenze legate ad ambiti e settori diversi, e proporsi come eccellenze in Italia e nel mondo, capaci di rispondere anche alle nuove frontiere della ricerca e dello sviluppo”, conclude.

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