Dopo Renzi, per la scuola non potranno che esserci tempi migliori. Lettera

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Gent.ma Redazione, Lo scenario da Voi dipinto mi sembra un tantino catastrofico.

Se  e’ vero che noi insegnanti abbiamo forse contribuito alla vittoria del NO con conseguenti dimissioni di Renzi, questo e’ stato il risultato di una riforma pessima, arrogante che ci avvilisce e svilisce nella nostra professione…….e  non proseguo. Si dice che noi insegnati siamo una parte consistente dell’ elettorato del PD, o comunque rappresentiamo una quota di elettorato che molti partiti vorrebbero avere a loro favore.

Per quale motivo, quindi, se Renzi si dimetterà, il nuovo governo dovrebbe opprimerci in tutti i modi? Voi dite NO nuovo contratto, NO aumenti, NO equa e corretta mobilita’ … e perche’ mai?

Non credo torni a loro vantaggio politico continuare a bistrattarci. Nessuno prima di Renzi era stato cosi’ sordo al nostro pensiero, nessuno ci ha umiliato piu’ di lui, basta informarsi sula vita dei cosidetti docenti del potenziamento sfruttati in modo umiliante per chi ha alle spalle anni di insegnamento. molto meglio il precariato ma con la propria professione.

Che sara’ poi dei docenti di mezzeta’ quando, perdenti posto, si dovranno inchinare  davanti a qualche Dirigente scolastico per farsi dare una cattedra?

Io penso proprio che altri avranno piu’ attenzione perche’, ancora, il nostro voto sembra che pesi un po’.

Roberta Corsini Cefeo

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