Argomenti Consulenza fiscale

Tutti gli argomenti

Dopo la pensione conviene lavorare con partita Iva?

WhatsApp
Telegram

Lavorare dopo la pensione non è sempre costoso a livello di tassazione. Ecco un modo che permette di lavorare dopo il pensionamento senza sobbarcarsi il pagamento di troppa Irpef.

Non sempre l’assegno previdenziale che si riceve mensilmente basta per vivere in maniera dignitosa e per questo motivo sono sempre di più i pensionati che scelgono di continuare a lavorare (o di riprendere a farlo) dopo il pensionamento. Oggi rispondiamo alla domanda di un nostro lettore che ci chiede:

Gentili sig.ri,
conviene lavorare con partita iva dopo la pensione di vecchiaia ?
Grazie

Conviene lavorare dopo la pensione?

Quella del nostro lettore non è una domanda generica, ma piuttosto specifica. Partiamo da presupposto che lavorare dopo la pensione, anche se presuppone il pagamento di contributi e tasse, conviene sempre perchè porta, in ogni caso, entrate maggiori, vediamo perchè lavorare con partita Iva potrebbe essere maggiormente conveniente.

Quando si apre partita Iva, indipendentemente dall’età e dall’attività che si intende esercitare, si può scegliere il regime forfetario che prevede il pagamento di una tassazione sostitutiva al posto dell’Irpef ordinaria. L’aliquota può essere del 5% per i primi 5 anni di attività per poi passare al 15%, o direttamente del 15% se si non si rispettano determinati parametri.

In entrambi i casi si pagherà molto, molto meno rispetto a quanto si pagherebbe con la tassazione ordinaria, visto che lo scaglione Irpef più basso richiede una tassazione del 23%.  Per poter aderire al regime forfettario è necessario, però, non avere redditi da lavoro dipendente o assimilati superiori a 30.000 euro l’anno. Se la pensione lorda, quindi, supera i 30mila euro l’anno si dovrà optare per una tassazione ordinaria con la partita Iva.

Con il regime forfettario, in ogni caso, si potrà continuare a lavorare, versando altra contribuzione o in Gestione Separata Inps o presso la cassa professionale, e pagando tasse su quanto si guadagna in base all’aliquota sostitutiva. Il regime forfettario prevede che la tassazione sia applicata in base ad un coefficiente di redditività che parte dal 40% al 78% in base al settore in cui si opera: le tasse si pagheranno solo su quella percentuale di entrate mentre la restante percentuale resterà netta da tassazione. Questo è un ottimo modo per continuare a lavorare dopo la pensione per non sommare i redditi da pensione con quelli da lavoro e non gravare, di fatto, sull’Irpef con la nuova attività.

WhatsApp
Telegram
Consulenza fiscale

Invia il tuo quesito a [email protected]
I nostri esperti risponderanno alle domande in base alla loro rilevanza e all'originalità del quesito rispetto alle risposte già inserite in archivio.

TFA sostegno IX ciclo. Corso online per il superamento della prova scritta e orale: promozione Eurosofia a soli 70€