Dopo la Buona Scuola da abolire, Cacciari punta il dito contro il pensiero unico

di redazione
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L’appello pubblico lanciato il 2 agosto dal filoso Massimo Cacciari ora comincia a prendere consistenza. 

L’ex sindaco di Venezia è stato molto critico negli ultimi tempi sulla riforma della scuola in chiave Renzi. Ora ha scritto un appello che lui stesso ha considerato una preparazione alle elezioni europee contrastando il populismo.

Cacciari se la prende con il pericolo – a suo avviso – del pensiero unico, tanto che l’incipit dell’appello pubblicato su Repubblica è questo: “La situazione dell’Italia si sta avvitando in una spirale distruttiva. L’alleanza di governo diffonde linguaggi e valori lontani dalla cultura – europea e occidentale – dell’Italia. Le politiche progettate sono lontane da qualsivoglia realismo e gravemente demagogiche. Nella mancanza di una seria opposizione, i linguaggi e le pratiche dei partiti di governo stanno configurando una sorta di pensiero unico, intriso di rancore e risentimento“.

L’appello di Cacciari rimanda a un altro manifesto proposto da otto docenti (sei di scuole secondarie, un ex preside e un professore universitario) già sottoscritto da quasi 600 docenti che invocano il ritorno alla scuola pubblica.

Proprio facendo riferimento al suddetto manifesto, Cacciari aveva già preso posizione sulla scuola, esprimendosi in particolare della legge 107 che per il filosofo veneto sarebbe stata addirittura da radere al suolo.

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