“Donne come la vita”: concorso scolastico nazionale sul tema della violenza sulle donne

di redazione

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“Le donne non si picchiano”. In un Paese scolarizzato e civile, questo semplice concetto dovrebbe essere assunto già in età prescolare. Invece, purtroppo, manca ancora un’educazione completa ed efficace su questo tema.

Si pensi che in Italia, secondo i dati ISTAT, il 31,5% delle donne 16-70enni ha subito nella vita almeno una forma di violenza fisica o sessuale. Il problema, tuttavia, non si limita a questo. Le donne subiscono infatti anche numerose violenze psicologiche ed economiche, a causa di atteggiamenti di umiliazione, vessazione e svalutazione da parte di partner, ex partner e datori di lavoro.

È anche responsabilità della scuola, luogo di cultura e di educazione, promuovere la riflessione su questi temi, con un’ottica globale di rispetto e sensibilità per la considerazione della donna. Per questo, fra le varie iniziative scolastiche, merita attenzione il concorso Donne come la vita: la condizione femminile tra violenze e diritti, promosso da CESAR – Fondazione Mons. Cesare Mazzoleni ONLUS, fondazione impegnata in Sud Sudan per agevolare la scolarizzazione delle donne. In Sud Sudan la questione della violenza sulle donne ha infatti raggiunto dimensioni colossali. Dilaniato da conflitti etnici, il Paese è composto perlopiù da donne (il 60%), la cui condizione è ai limiti dell’umanità e la cui percentuale di scolarizzazione è davvero irrisoria, e lo stupro è purtroppo una frequente forma di guerriglia ai danni dei nemici.

Il concorso invita gli studenti delle scuole primarie e secondarie di I e II grado a riflettere sul tema, ragionando intorno ai dati della condizione femminile in Italia e Sud Sudan con l’obiettivo di individuare tutti gli atteggiamenti che favoriscono un contesto di violenza. Dall’attenzione al linguaggio alla capacità critica nei confronti delle dinamiche relazionali, distinguendo quelle sane da quelle “tossiche”.

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