Donna sopravvissuta ad attacco in una scuola fa causa a diversi produttori di armi automatiche: “Le vostre politiche di marketing esaltano la violenza”

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Una donna rimasta ferita nell’attacco ad una scuola di Washington ha fatto causa a diversi produttori di armi automatiche, sostenendo che le loro politiche di marketing esaltano la violenza e contribuiscono all’epidemia di sparatorie di massa.

Karen Lowy è stata ferita, mentre aspettava in auto che la figlia uscisse da scuola, da uno studente che, il 22 aprile del 2022, ha aperto il fuoco contro l’edificio scolastico, sparando da un palazzo di fronte e ferendo 5 persone prima di suicidarsi.

Lowy rimase colpita da diversi dei 239 proiettili esplosi dallo studente, rischiando di morire per le ferite riportate, mentre la figlia, che non è rimasta ferita, ha dovuto nascondersi per ore e continua soffrire di stress post traumatico, si riporta nel ricorso. Non è la prima volta che sopravvissuti e familiari delle vittime di sparatorie fanno causa alle case produttrici di armi, sostenendo che le loro campagne pubblicitarie violano leggi federali e statali mostrando operazioni stile militari e ispirando giovani ad ammassare armi pericolose più adatte alla guerra che alla vita civile.

Lo scorso anno nove famiglie delle vittime del massacro della scuola elementare Sandy Hook, dove nel 2012 furono uccise 26 persone, tra le quali 20 bambini tra i 6 e i 7 anni, hanno raggiunto un accordo per un risarcimento da 73 milioni con Remington Arms, la società ora in bancarotta del produttore del fucile Bushmaster.

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