D’Onghia “La cultura del digitale deve partire dalla scuola”

di redazione
ipsef

item-thumbnail

“La domanda di competenze, soprattutto digitali, è destinata ad aumentare. Dunque andremo sempre più incontro ad un modello produttivo integralmente digitalizzato che rivoluzionerà il mondo in cui viviamo e lavoriamo”.

Ad affermarlo è la sottosegretaria al MIUR, senatrice Angela D’Onghia, che domani interverrà al convegno “Sud 4.0, le opportunità di sviluppo per il Mezzogiorno” presso l’Università LUM Jean Monnet di Casamassima (Bari).

“La trasformazione digitale della società è il fattore che accelera la crescita del territorio, il volano per le piccole e medie imprese del Mezzogiorno”, prosegue la senatrice. “E’ una sfida che non deve coglierci impreparati ma dobbiamo saper cogliere perché è in questa trasformazione che può essere identificata la spinta all’innovazione.

L’industria 4.0 è una opportunità per la crescita e l’occupazione. Per questo la cultura del digitale deve partire dalla scuola. Un impegno in tal senso riguarda anche l’Alternanza Scuola-Lavoro in chiave digitale e l’orientamento, consolidati grazie alle risorse del PON, e il rafforzamento degli ITS, in particolare su tecnologie dell’informazione e della comunicazione. Non dimentichiamo che il futuro dei nostri giovani passa attraverso l’allineamento tra la società che cambia, il mondo del lavoro e il nostro sistema educativo”.

“La quarta rivoluzione industriale”, conclude la sottosegretaria D’Onghia, “è la chiave per la competitività. Ci consentirà di lavorare in modo più intelligente e ‘connesso’, con maggiore efficienza e velocità. Tutti elementi fondamentali per rendere sempre più competitive le imprese del Sud. Inoltre l’industria 4.0 permetterà di innovare anche il modo di produrre e di aumentare la personalizzazione dei prodotti.

Il nostro Paese e il Mezzogiorno ancora di più devono comprendere questa trasformazione culturale per rilanciare i propri investimenti e favorire la nuova imprenditorialità innovativa. ”

 

Versione stampabile
Argomenti:
anief anief
soloformazione