Don Mazzi: il prossimo anno parte la scuola media “alternativa”. Necessaria anche a combattere il bullismo

di redazione
ipsef

item-thumbnail

Don Mazzi, tramite una lettera inviata al Corriere.it, aveva espresso le sue idee in merito ad una scuola “alternativa”, a misura di alunno, in cui le competenze “esistenziali” predominino su tutte le altre.

Quello che poteva sembrare un sogno, oggi è divenuto realtà, come leggiamo sempre sulle pagine del Corriere.

Alla lettera di Don Mazzi, infatti, ha risposto un imprenditore milanese, pronto a investire sulla “scuola alternativa” e così, il prossimo anno scolastico, partirà una prima media alternativa.

Queste le parole di Don Mazzi:

“È ancora un’attività tutta a rischio. La scuola ufficiale non ha ancora capito che solo cambiando i tre anni (10/14) della scuola media risolveremo buona parte del fenomeno del bullismo, della violenza, dell’uso sfrenato delle droghe e del disagio giovanile. Stiamo cercando di dare senso, sogno, significato a questi tre anni. Ogni ragazzo è un universo unico, in parte formato e in parte in formazione. Prima della materia, dei voti, delle interrogazioni, si devono intuire i desideri, le aspirazioni, i drammi, le cattiverie che la vita ha regalato a troppi di loro. Uso una frase che mi piace tanto: dai 10 ai 14 anni dobbiamo rigenerare i nostri figli. La scuola non sono i banchi, i libri e tanto meno i gruppi omogenei. Le competenze «esistenziali» primarie sono: il senso di comunità (per noi), la responsabilità interiorizzata, il clima di accoglienza e di serenità, la conoscenza del proprio corpo e del «sé». Poi ci sono le competenze secondarie: linguistica, micro/macro democratica, espressiva. Curiamo e inventiamo laboratori di ogni tipo. La musica, l’arte, il teatro, il cammino. Idea simpatica è «la valigia degli attrezzi» e l’autobiografia illustrata con tesi finale romanzata. “

La scuola pensata da Don Mazzi, come scrive lo stesso, non può funzionare senza la “tripolarità formativa”,  costituita da genitori, alunni e docenti: “Andiamo a scuola tutti: docenti, genitori, ragazzi. “

Versione stampabile
Argomenti:
anief
soloformazione