Domani manifestazioni in tutta Italia e a Montecitorio, Anief: senza modifiche a settembre grave vulnus, pronti alla protesta a oltranza

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Comunicato Anief – Secondo il presidente nazionale del giovane sindacato “sbaglia chi pensa che l’anno scolastico 2021/22 possa partire regolarmente senza vedere approvati gli emendamenti al decreto legge 73/20: reclutamento precari, nuovi concorsi, mobilità, valorizzazione del personale necessitano di disposizioni specifiche, che non possono più attendere.

Abbiamo dei numeri che parlano da soli: oltre 112mila posti di docenti liberi e almeno altrettanti in organico di fatto, di cui 80 mila di sostegno. Se non introduciamo il doppio canale, continuando a mettere paletti nelle graduatorie e ad affidarci a concorsi lenti e discutibili non andiamo da nessuna parte. Bisogna assumere da seconda fascia Gps, allargare i concorsi veloci e le regole delle procedure Stem anche alle altre discipline, vanno abbattuti i paletti che oggi tengono bloccate le assunzioni a tempo indeterminato e la mobilità. I 47.230 trasferimenti di docenti su 90.876 domande presentate non ci soddisfano. Senza integrazioni e modifiche al decreto Sostegni-bis noi non andremo avanti, siamo determinati e compatti”.

Domani il mondo della scuola scende in piazza: con le lezioni al termine, oggi si sono concluse in sei Regioni, domani 9 giugno nelle principali città italiane i sindacati ANIEF, FLC CGIL, CISL Scuola, UIL Scuola RUA e SNALS Confsal hanno organizzato unitariamente una serie di manifestazioni per dire no al decreto legge Sostegni-bis già approvato dal Governo e il cui iter di conversione in legge è ora all’esame delle Commissioni della Camera: dalle 15 alle 18 è stato organizzato un presidio in piazza Montecitorio, proprio per sensibilizzare il Governo e i gruppi parlamentari ad approvare le necessarie correzioni e integrazioni al testo sulla scia di quanto stabilito lo scorso 20 maggio con il Patto per la Scuola proprio a Palazzo Chigi.

Il numero di posti vacanti e disponibili è altissimo: mancano 5.940 maestri della scuola dell’Infanzia, 23.538 della primaria, 38.884 docenti della scuola secondaria di primo grado e 44.329 del secondo grado. Con la quantità ridicola di assunzioni a tempo determinato, di poco superiore alle 30mila unità, non si andrà lontano. Anche perché ci sono altri 80mila posti in deroga su sostegno e decine di migliaia di cattedre in organico di fatto. Poche migliaia di immissioni in ruolo che arriveranno dai pochi precari rimasti nelle GaE e graduatorie di merito dei concorsi. La prima fascia Gps non può essere legata a vincoli temporali di servizio, perché sono docenti già abilitati o specializzati su sostegno tramite Pas e Tfa. I 22mila vincitori del concorso straordinario della scuola secondaria, considerando che il 30% dei posti messi a bando andranno persi, e qualche migliaia Stem, non cambieranno molto le cose.

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