Domani in CdM dispersione, formazione nuove tecnologie e merito docenti? Giannini: distinguere chi lavora tanto da chi fa semplicemente il suo dovere

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red – Forse. Si tratta di indiscrezioni, che consideriamo tali, ma a quanto pare, oltre all’edilizia scolastica, al Consiglio dei Ministri di domani, si parlarà anche di altro.

red – Forse. Si tratta di indiscrezioni, che consideriamo tali, ma a quanto pare, oltre all’edilizia scolastica, al Consiglio dei Ministri di domani, si parlarà anche di altro.

Secondo quanto anticipato più volte dal Premier, domani dovrebbe veder la luce l’avvio di quel progetto sull’edilizia scolastica che partirà con 2miliardi di euro, prima tranche di quei 10miliardi promessi domenica durante la trasmissione di Fazio.

Ma non solo. A quanto pare, al Consiglio dei Ministri di domani (in realtà annunciato tramite stampa, manca, difatti, l’avviso degli odg sul sito del Governo. Almeno fino a questa mattina), si affronteranno altri temi, di peso, che riguardano la scuola.

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Primo, la dispersione scolastica

Dispersione che ha visto da poco lo stanziamento di 15mln di euro, sebbene accompagnato da polemiche per la distribuzione dei fondi. Lo stanziamento prevede il finanziamento di progetti per il prolungamento dell’orario scolastico e l’integrazione degli stranieri.

Ancora molte le azioni prevista dal precedente Governo, tra esse l’utilizzo nei progetti dei precari iscritti nelle graduatorie, nonché il coinvolgimento anche dei docenti inidonei. Vedremo domani cosa riguarderanno i provvedimenti annunciati.

Altro provvedimento che potrebbe vedere la luce riguarda la formazione dei docenti

Sono 10 i milioni stanziati per la formazione dal Governo Letta, che aspettano un decreto per essere sbloccati. Si tratta di interventi volti all’acquisizione di competenze digitali degli insegnanti, oltre alla formazione in materia di percorsi scuola-lavoro e al potenziamento della preparazione degli studenti nelle aree ad alto rischio socio-educativo.

Infine, voci vorrebbero che al prossimo CdM si discuta anche di stipendi e dignità per i prof

Nessun particolare al riguardo. Buon senso ci spinge ad escludere qualsiasi decisione unilaterale da parte del Governo. D’altronde il Ministro stesso ha affermato che si tratta di una riforma "da mettere in atto dopo aver sentito tutte le componenti della scuola per arrivare a distinguere chi lavora tanto da chi fa semplicemente il suo dovere".

Non è segreto, comunque, che l’attuale esecutivo voglia affrontare l’argomento, puntando su una differenziazione degli insegnanti per quanto riguarda la retribuzione. Obiettivo che non ha, da quanto ci risulta, ancora una progettualità, ma soltanto delle intenzioni dichiarate. E’ probabile che domani, se le voci saranno confermate, venga decisa una tabella di marcia, al fine di avviare i lavori che coinvolgano, nel dibattito (si spera), tutti gli attori del mondo della scuola.

Più soldi a chi si impegna, chi si aggiorna, chi studia

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