Domanda supplenze GPS: il sistema non funziona bene e i docenti si perdono d’animo. Lettera

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Riccardo Berutti – Gentilissimi, vi scrivo nella speranza che possiate dar voce alle migliaia di persone che oggi si trovano in seria difficoltà relativamente all’inserimento della propria domanda per procedura informatizzata su ‘istanze online’. Il sito è, ad ora, completamente bloccato.

Dopo giorni di studio per provare a comprendere la ‘tattica’ del migliore inserimento possibile e della migliore combinazione possibile tra le preferenze, dopo aver disatteso le poche vacanze previste per poter meglio rispondere alle contingenze del momento, mi trovo ora spiazzato da un semplice, banale, ma pur sempre possibile, malfunzionamento.

E’ del tutto normale che possa esserci un malfunzionamento, ed è perfettamente comprensibile il sovraccarico di un sistema informatizzato. Non lo è, invece, e su questo ci dovremmo profondamente interrogare, lo stato psichico di agitazione, di frustrazione, e, talora, perfino di disperazione, con cui il corpo supplente, ed il corpo docente più in generale, è costretto a reagire involontariamente a questi ‘ostacoli’. Perdendosi d’animo. Rimanendo oceanicamente confuso, per così poco, nell’indeterminato che potrebbe attenderci.

In questi ultimi anni siamo stati forse sottoposti ad un carico di contingenza, e siamo stati forse esposti al capriccio dell’imprevedibile oltre la soglia di sopportazione. Offrirci adesso dieci giorni, una manciata di tempo, per equipaggiare la nostra candidatura, senza peraltro fornire alcun consistente e dignitoso preavviso, non è un atto ‘politico’ che possiamo considerare all’altezza del ministero dell’Istruzione, né, tantomeno, della difficile situazione che stiamo convivendo.

Aggiungere l’imprevedibile all’imprevedibile è oscurantismo. Togliere poi a questi pochi giorni altri giorni, e togliere a questi momenti altri momenti, senza pensare ad una strategia precisa di recupero, senza farci sentire sicuri neppure di ciò che stringiamo tra le mani, non è accettabile.

Sono iscritto alla classe di concorso A19, sono un dottore di ricerca in filosofia, sono stato borsista all’Istituto Italiano per gli Studi Storici. Molto altro si può tralasciare, ma è proprio quest’altro, che si tralascia, a costituire la mia integrità di cittadino, di docente, e di studioso. Il precariato può essere un orizzonte persino accettabile, ma non la precarietà in cui abbiamo dovuto vivere ininterrottamente da oltre un decennio a causa del malgoverno dei nostri compagni di viaggio.

Mi trovo ora, come altri probabilmente, e questo mi sorprende, nella condizione di poter quasi disperare qualora la mia candidatura su istanze online, oppressa e annichilata dalle grandezze metafisiche della ‘rete’, non riuscisse a trovare spazio, non riuscisse ad essere inserita ‘per tempo’.

E’ questo ormai un ‘tempo’ quasi escatologico. Per assurdo, potrebbe forse accaderci l’assurdo e l’impossibile. Non è normale però averci resi così sensibili, nella vita pratica, alla possibilità dell’assurdo e dell’impossibile. A tal punto insicuri, a tal punto mentalmente stremati, da poter persino dubitare delle cose più semplici. Semplicemente, appunto, di una domanda che riesca ad essere inoltrata senza perdersi nell’infinito burocratizzato del non essere.

Nella speranza che possiate incidere, portando la voce dove la voce non arriva, i miei più cordiali saluti

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