Domanda di pensione respinta, possibili cause

di Patrizia Del Pidio

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Domanda di pensione con quota 41 precoci respinta: vediamo quali potrebbero essere le cause.

Sono insegnante precoce, con 41anni e un mese di servizio al 31 dicembre 2019 e caregiver dal 2016 ( marito invalido in chemioterapia). Ho presentato domanda per la verifica dei requisiti all’INPS alla fine di febbraio 2019 ,ma mi hanno risposto, dopo molte mie sollecitazioni, che non ho diritto, senza specificare cosa mancava. Parlando con un dirigente dell’ INPS mi ha detto che forse non potevo per via dello scivolo dei tre mesi, cioè dovevo andare in pensione a febbraio ma nella scuola non si può. Vorrei chiarimenti in merito

Per i dipendenti del comparto scuola ed AFAM si applica l’art. 59, comma 9 della legge n. 449/1997, che così recita: “Per il personale del comparto scuola resta fermo, ai fini dell’accesso al trattamento pensionistico, che la cessazione dal servizio ha effetto dalla data di inizio dell’anno scolastico e accademico, con decorrenza dalla stessa data del relativo trattamento economico nel caso di prevista maturazione del requisito entro il 31 dicembre dell’anno.”.

Maturando i 41 anni di contributi, quindi, entro il 31 dicembre 2019 avrebbe potuto accedere al pensionamento il 1 settembre dello stesso anno poichè al personale della scuola non si applicano le finestre di attesa.

La motivazione a mio avviso (ma ci tengo a precisare che è soltanto un mio parere non conoscendo tutta la sua pratica) potrebbe essere ricercata o nel profilo di tutela o nell’appartenenza al lavoro precoce.

Se ha versato almeno 12 mesi di contributi derivanti da lavoro effettivo prima del compimento dei 19 anni allora rientra nei precoci.

Per rientrare nel pensionamento quota 41 come caregiver è necessario che il familiare disabile che si assiste sia titolare di legge 104 con condizione di gravità (articolo 3, comma 3). E possibile che suo marito, pur essendo stato dichiarato invalido non sia titolare di legge 104 con articolo 3 comma 3?

E’ l’unica ipotesi plausibile che mi viene in mente.

Tra l’altro, visto che a dicembre 2020 matura quasi 42 anni di contributi può accedere il 1 settembre 2020 al pensionamento con l’anticipata ordinaria (che richiede per le donne 41 anni e 10 mesi di contributi), ma solo a patto che abbia presentato entro il 10 gennaio domanda di cessazione dal servizio.

 

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