Docenti vincolati, i sindacati dicono stop: “Quello della continuità didattica è un falso problema. Si torni alla contrattazione” [VIDEO]

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Sui vincoli di mobilità i sindacati si schierano e dicono basta, invitando il Ministero a riconoscere la contrattazione con le organizzazioni sindacali come l’unico strumento legittimo per eliminare questi blocchi. Si è parlato di questo nel corso dello speciale di Os Tv del 27 ottobre.

Noi siamo contrari e ci siamo schierati contro i blocchi di mobilità“, ha detto Manuela Pascarella della Flc Cgil. “Ovviamente la rimodulazione da 5 a 3 anni è stato un passo avanti ma non sufficiente. Molti colleghi hanno svolto la procedura concorsuale fuori regione e dunque hanno finito il loro percorso di precariato ma hanno dovuto fare i conti con queste distanze incredibili, nel tentativo di conciliare tutti gli impegni“, ha proseguito la sindacalista.

Questa legge del 2019 ha sottratto alla contrattazione questa materia. Si tornino a definire i temi della mobilità in seno al contratto. Ci aspettiamo un segnale“, conclude Pascarella.

La mobilità annuale potrebbe attenure questo problema. Quello della continuità didattica è un falso problema. Non si misura in tre anni”, riflette Antonio Antonazzo, della Gilda.

E aggiunge: “Se uno trovasse il posto giusto, garantirebbe una continuità maggiore di tre anni. La call veloce avrebbe dovuto risolvere alcuni problemi ma alla fine non ha risolto nulla. Questo vincolo quinquennale, poi triennale, non lascia la serenità e la dignità ai docenti, che hanno la speranza di poter tornare alle loro vite“.

Antonazzo conclude: “In legge di bilancio i soldi saranno pochi e questo non migliora le cose per nessuno, neanche per loro, i vincolati a maggior ragione“.

Per Giuseppe Taiti, dello Snals, “le storture di sistema vanno corrette. La cancellazione dei vincoli è una delle lotte principali dei sindacati. Deve essere risolto questo problema“.

Il sindacalista prosegue evidenziando come quella della mobilità è” tutta materia di contrattazione ma il Governo è entrato a gamba tesa” e che i vincoli non hanno portato alcun beneficio“.

E ancora: “La continuità didattica non è la regola nelle scuole, anzi è l’eccezione. I dirigenti scolastici spostano i docenti, possono assegnarli alle classi per diverse ragioni e quando viene spostato un docente subentra un altro sostituto, a sua volta da un’altra classe. I neoimmessi in ruolo sono una piccola parte di docenti ogni anno, dunque non c’è questo problema della continuità didattica“.

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