Docenti vicari esonerati, via libera dal governo. 397 insegnanti esenti dalle lezioni fino a giugno 2024, 644 nel 2025. Le cifre

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Il Decreto Milleproroghe, approvato ieri, ha introdotto un cambiamento nel sistema scolastico con il riconoscimento formale del ruolo del “vicario” del dirigente scolastico. La figura, finora carente di una solida base giuridica e di una chiara identità contrattuale, segna ora un punto di svolta nel panorama educativo.

La novità principale del Decreto riguarda l’esonero dei vicari dalle normali attività didattiche, permettendo loro di concentrarsi esclusivamente sulla gestione organizzativa e didattica delle scuole. Ciò rappresenta un passo importante verso l’ottimizzazione della gestione scolastica. Per l’istituzione della figura dei vicari è previsto un investimento di 21 milioni di euro annui. Per la flessibilità organizzativa la spesa sarà di 3,6 milioni di euro per il 2024 e di 7,4 milioni per il 2025. Tuttavia, emerge una criticità, come segnalato dalle associazioni di categoria: il finanziamento di tale esonero proviene dal fondo MOF, destinato in origine a remunerare il lavoro aggiuntivo di tutte le figure professionali del sistema scolastico.

Tutte le cifre

Per l’anno 2024, è previsto uno stanziamento di 16.510.000 euro, che aumenterà a 21.410.000 euro annui dal 2025. Questi fondi includono un incremento di 4.010.000 euro per il 2024 e 8.910.000 euro annui dal 2025, rispetto allo stanziamento vigente di 12.500.000 euro. La base di calcolo per questo stanziamento, secondo quanto apprende Orizzonte Scuola, considera il costo mensile di un docente supplente, fissato a 3.324 euro, aggiornato al Contratto Collettivo Nazionale di Lavoro 2019-2021. Tale importo tiene conto degli oneri accessori e degli aumenti stipendiali previsti per il pubblico impiego.

I periodi di supplenza sono distinti in due fasce annuali: 6 mesi (gennaio-giugno) e 4 mesi (settembre-dicembre), per un totale di 10 mesi l’anno. Per i primi 6 mesi del 2024, saranno confermati 397 incarichi di supplenza, basati sulle risorse esistenti e sulle proiezioni della legge n. 107 del 13 luglio 2015.

Un’importante novità è la riduzione dell’organico dei dirigenti scolastici, che passerà dalle attuali 7.936 unità a 7.461, secondo il decreto interministeriale MIM-MEF n. 127.  Il calcolo degli esoneri per il 2024 evidenzia un maggiore onere di 4.006.652 euro, dovuto all’incremento stipendiale. Dal 1° gennaio 2025, per mantenere 644 incarichi, sarà necessario un ulteriore incremento di 8,91 milioni di euro. La copertura finanziaria di questi maggiori oneri sarà garantita mediante riduzioni corrispondenti nel bilancio triennale 2023-2025, utilizzando in parte i fondi accantonati per il Ministero dell’Istruzione e del Merito.

La Lega esulta

La deputata della Lega Giovanna Miele, membro della Commissione Cultura, Scienza e Istruzione, ha espresso soddisfazione per il via libera del governo: “Grazie alla Lega, finalmente i vicepresidi con funzioni amministrative potranno essere esonerati dall’insegnamento, garantendo continuità didattica e promuovendo l’assunzione di nuovi docenti”.

Miele ha sottolineato il forte impulso dato dalla Lega a questo provvedimento, che ha ricevuto ampio consenso da associazioni, famiglie e docenti. La proposta, secondo Miele, migliorerà il funzionamento degli istituti scolastici e la gestione del personale, preservando il ruolo degli insegnanti e senza sacrificare la formazione degli studenti.

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Bozza Milleproroghe

  1. Al fine di garantire l’attuazione alla riforma R. 1.3 “Riorganizzazione del sistema scolastico” della Missione 4 – Componente 1 del Piano nazionale di ripresa e resilienza, all’articolo 1 della legge 13 luglio 2015, n. 107, dopo il comma 83-bis sono inseriti i seguenti:

83-ter. In deroga ai termini previsti dall’articolo 19, comma 5-quater, del decreto-legge 6 luglio 2011, n. 98, convertito, con modificazioni, dalla legge 12 novembre 2011, n. 111, per il solo anno scolastico 2024/2025 le Regioni provvedono al dimensionamento della rete scolastica, entro e non oltre il 5 gennaio 2024, con le modalità previste dal presente comma. Fermi restando il contingente organico dei dirigenti scolastici e dei direttori dei servizi generali e amministrativi e la sua distribuzione tra le regioni definiti, per gli anni scolastici 2025/2026 e 2026/2027, dal decreto del Ministro dell’istruzione e del merito, di concerto con il Ministro dell’economia e delle finanze n. 127 del 30 giugno 2023, le Regioni, per il solo anno scolastico 2024/2025, possono attivare un ulteriore numero di autonomie scolastiche in misura non superiore al 2,5% del contingente dei corrispondenti posti di dirigente scolastico e di direttore dei servizi generali ed amministrativi definito, per ciascuna Regione, per il medesimo anno scolastico 2024/2025, dal citato decreto n. 127 del 2023, senza un corrispondente incremento delle facoltà assunzionali. La facoltà di cui al presente comma è esercitabile anche dalle Regioni che hanno già provveduto al dimensionamento della rete scolastica ai sensi dell’articolo 19, commi 5-quater e 5-quinquies del decreto-legge n. 98 del 2011. Entro il 1° marzo 2024 le Regioni comunicano al Ministero dell’istruzione e del merito le istituzioni scolastiche attivate ai sensi del presente comma, le quali non rilevano ai fini della mobilità e delle nomine in ruolo. Per l’anno scolastico 2024/2025, a beneficio delle istituzioni scolastiche delle Regioni in cui non viene esercitata la facoltà di cui al presente comma sono messe a disposizione le risorse conseguentemente non utilizzate, individuate dal decreto di cui al secondo periodo del comma 84-quater, da destinare alla concessione di ulteriori posizioni di esonero o di semi esonero dall’insegnamento ai sensi del medesimo comma 84-quater. Per l’attuazione del presente comma è autorizzata la spesa di 3,6 milioni di euro per il 2024 e di 7,4 milioni di euro per il 2025.

“83-quater. A decorrere dall’anno scolastico 2024/2025, la facoltà di richiesta della concessione dell’esonero o del semi esonero dall’insegnamento di cui al comma 83-bis è riconosciuta anche alle istituzioni scolastiche oggetto di accorpamento a seguito del dimensionamento della rete scolastica, ai sensi dell’articolo 19, commi 5-quater e seguenti del decreto-legge 6 luglio 2011, n. 98, convertito, con modificazioni, dalla legge 15 luglio 2011, n. 111. Con decreto del Ministro dell’istruzione e del merito, di concerto con il Ministro dell’economia e delle finanze, da emanare entro trenta giorni dalla data di entrata in vigore della presente disposizione, sono definiti parametri, criteri e modalità per l’individuazione, su base regionale, delle istituzioni scolastiche di cui al primo periodo, ovvero affidate in reggenza, che possono avvalersi della predetta facoltà, nel rispetto del limite di spesa di 16,51 milioni di euro per l’anno 2024 e di 21,41 milioni di euro annui a decorrere dall’anno 2025. Per l’attuazione del presente comma è autorizzata la spesa di 4,01 milioni di euro per il 2024 e di 8,91 milioni di euro annui a decorrere dal 2025.

  1. Per l’attuazione del comma 83-bis e del comma 83-quater della legge 13 luglio 2015, n. 107, come introdotto dalla presente legge, è autorizzata la spesa nel limite di 4,01 milioni di euro per l’anno 2024 e di 8,91 milioni di euro annui a decorrere dall’anno 2025, cui si provvede, quanto a 12,5 milioni di euro annui a decorrere dall’anno 2024, mediante corrispondente riduzione delle risorse iscritte nel Fondo per il miglioramento dell’offerta formativa e, quanto a 4,01 milioni di euro per il 2024 e 8,91 milioni di euro annui a decorrere dal 2025, mediante corrispondente riduzione delle proiezioni dello stanziamento del fondo speciale di parte corrente iscritto, ai fini del bilancio triennale 2023-2025, nell’ambito del programma «Fondi di riserva e speciali», della missione «Fondi da ripartire», dello stato di previsione del Ministero dell’economia e delle finanze per l’anno 2024, allo scopo parzialmente utilizzando l’accantonamento relativo al Ministero dell’istruzione e del merito.

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