Docenti ultime ruote del carrozzone mediatico scuola. Lettera

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Inviata da Sabrina De Mauro – Io sono esterrefatta. Non si può rimanere indifferenti a quanto sta accadendo nel ns. Paese.

Ogni giorno noi docenti assistiamo impotenti ad un balletto di decisioni e proposte assurde e contraddittorie, dove CHIUNQUE si arroga il diritto di sindacare su quello che noi dobbiamo o non dobbiamo fare, senza rispetto per il ns lavoro e per la nostra vita.

Siamo partiti con gli ingressi scaglionati, poi i tamponi a raffica, l’orario che cambia a seconda delle circolari ministeriali, poi la didattica mista, poi quella totalmente a distanza con firma di un contratto aggiuntivo, didattica a distanza che segue IL PROPRIO ORARIO DI SERVIZIO PER INTERO e senza sconti.

Insegnare in questo modo è più faticoso che in presenza perchè le attività di preparazione e correzione sono molto più laboriose e richiedono un dispendio di ore al PC che supera di gran lunga quanto stabilito dalle famose norme sulla sicurezza sul lavoro (problemi agli occhi, all’apparato muscolo-scheletrico, diritto alla disconnessione). Molti altri lavoratori del settore pubblico o privato sono in “smart working” ma il loro lavoro non consiste nel tenere contatti costanti con 170 persone a settimana! E a loro non è stato chiesto di recuperare alcunchè, nè di cambiare orario di servizio.

Ebbene nonostante quanto sopra esposto si sono sentite e/o si sentono proclami di “prolungamento delle lezioni” fino a Giugno, Luglio, chissà o di scuola “di domenica” , di doppi turni, etc etc.

Non mi risulta che le scuole siano chiuse. Ma allora cosa stiamo facendo in questi giorni? Se la didattica a distanza non è scuola e deve essere recuperata, perchè è stata normata? Se stiamo scherzando possiamo sottrarci a quanto impostoci un mese fa, o no?

Inammissibile che esponenti di sindacati si trovino d’accordo a “recuperare il tempo scuola perso” e legittimino questo atteggiamento di sfregio nei confronti degli insegnanti.

Perchè in questo disgraziato Paese, che nutre profondo disprezzo per la cultura e per coloro che lavorano in questo settore, tutti sono autorizzati a prendere decisioni tranne le persone che vivono la scuola ogni giorno.

Si fa un gran parlare di “benessere” a scuola, “centralità dell’alunno” “famiglie coinvolte” etc ma nessuno si è MAI soffermato a pensare alle condizioni di lavoro di chi la scuola LA FA ogni giorno. Perchè un docente non ha diritti. Perchè insegnare, nel sentire comune, non “costa fatica”, quasi che, una volta terminate le ns. ore di “lezione frontale” non ci sia più nulla da fare.

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