Docenti ultima ora devono accompagnare studenti al cancello e consegnarli ai genitori, liberatoria non ha valore legale. Braccio di ferro con genitori

di redazione
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E’ vero e proprio braccio di ferro tra genitori e dirigenza scolastica presso l’istituto comprensivo statale ‘Troiano Delfico’ di Montesilvano, in Abruzzo, dopo la sentenza n.21593/2017 della Cassazione, pubblicata da OrizzonteScuola.

Nella sentenza, infatti, si precisa che i minori devono essere riconsegnati ai genitori al termine delle lezioni e che la responsabilità dei docenti e del dirigente continua anche al di fuori delle mura dell’istituto.

Una sentenza che ha messo in allerta molti istituti di tutta Italia, come in Abruzzo, dove il dirigente del Troiano Delfico ha rifiutato il modello di una liberatoria firmata dai genitori che si assumevano la responsabilità per i propri figli dopo il suono dell’ultima campanella.

Un modulo che, di fatto, secondo il diriente non ha alcun valore legale. “Abbiamo approfondito la materia e ci siamo confrontati anche con altri istituti – dicono dalla scuola, come riporta l’ANSA – ma sembra proprio che la strada della liberatoria non sia percorribile”.

Intanto sul sito web dell’istituto è apparso un annuncio in cui si comunica “a tutti i genitori che i modelli di liberatoria che stanno ricevendo via WhatsApp non sono autorizzati dalla scuola” e che “la dirigente non ha ancora emanato disposizioni in proposito. Le disposizioni definitive saranno pubblicate entro lunedì 09 ottobre 2017. Fino ad allora sono valide le disposizioni dell’ultima circolare”. Tale circolare, del 22 settembre scorso, dispone che “tutti i minori, alla fine delle attività didattiche, siano accompagnati ai cancelli dai docenti dell’ultima ora di lezione e ripresi in consegna dai genitori o da soggetti ufficialmente delegati dai genitori”. La sentenza della Cassazione, pubblicata prima dell’inizio dell’anno scolastico, è relativa alla morte di un bambino toscano che nel 2003 fu investito da un autobus di linea all’esterno della scuola. La Suprema corte, nel pronunciamento, ha stabilito che la scuola è responsabile anche all’esterno dell’istituto, specificando come l’attività di vigilanza che spetta all’amministrazione scolastica non avrebbe dovuto “arrestarsi fino a quando gli alunni dell’istituto non venivano presi in consegna da altri soggetti e dunque sottoposti ad altra vigilanza, nella specie quella del personale addetto al trasporto”.

Testo della sentenza

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