Docenti tutor e orientatori, oltre 55mila richieste: il 90% è di ruolo, il 10% lavora sul sostegno. Emilia Romagna e Liguria con le percentuali più alte. I primi dati

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La figura del docente tutor e orientatore ha incontrato un notevole favore tra i professori italiani, in particolar modo tra coloro che sono di ruolo. L’esperimento ha visto un’adesione superiore alle aspettative.

Alla scadenza del 31 maggio, ultima data utile per le candidature, si sono contate 52.176 richieste per la posizione di tutor e 4.252 per quella di orientatore, superando di gran lunga l’obiettivo minimo prefissato di 37.708 tutor e 2.753 docenti orientatori. Questo ha portato alla straordinaria partecipazione del 138% per i docenti tutor e del 154% per i docenti orientatori.

Tra le 2.734 istituzioni scolastiche coinvolte nella riforma, che interessa l’ultimo triennio delle superiori, ne hanno aderito 2.728, ovvero il 99,8% del totale. Entrambe le nuove posizioni prevedono un compenso aggiuntivo che verrà stabilito a livello di singolo istituto, grazie a uno stanziamento nazionale ad hoc di 150 milioni di euro.

Come segnala Italia Oggi, il 90% è costituito da docenti di ruolo, il 78,4% titolari su posto comune, il 9,9% su sostegno. I docenti a tempo determinato hanno aderito per l’11,7%. Complessivamente il numero di tutor e orientatori selezionati per la formazione è pari a circa il 32% dei docenti dell’ultimo triennio delle superiori. Percentuale che è del 37,2% in Emilia Romagna, del 35,9% in Liguria, del 34% in Lombardia e Umbria. I docenti più propositivi sono stati quelli delle discipline letterarie, seguiti dai colleghi di lingue e di matematica.  In base alle stime ogni tutor dovrà seguire un gruppo di 25-30 studenti.

Formazione e ruoli dei nuovi tutor e orientatori

L’obiettivo del ministro Valditara, che ha fortemente sostenuto l’avvio della sperimentazione, è la personalizzazione della didattica per ridurre la dispersione scolastica. Queste due figure saranno operative dal prossimo settembre e a breve inizierà la Fase 1 della formazione. Durante tutto l’anno scolastico seguiranno poi altre azioni di supporto e affiancamento. Il ruolo del tutor sarà quello di coordinare la personalizzazione della didattica in team con i docenti della classe, per fornire un supporto agli studenti finalizzato a individuare e valorizzare i talenti di tutti. L’orientatore, invece, si occuperà dell’orientamento in base alle potenzialità dei singoli, in raccordo con la famiglia e il mondo produttivo e formativo, per consentire scelte consapevoli e ponderate.

Il ministero ha inoltre pianificato attività extrascolastiche, sia pomeridiane che estive, da realizzare a supporto degli studenti in difficoltà e a potenziamento di quelli più dotati su singole discipline. Si potrà attingere a vari fondi, tra cui quelli per la lotta alla dispersione scolastica, per lo studio delle discipline STEM (circa 600 milioni) e i fondi Pon (350 milioni). Queste risorse saranno attribuite direttamente alle scuole.

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