Docenti tutor, dirigenti scolastici “freddi”: “Nei professionali queste figure già esistono. Con uno in ogni istituto non si fa la rivoluzione”

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La figura del docente tutor e orientatore, così come annunciata dal ministro dell’Istruzione e del Merito, Giuseppe Valditara, fa discutere.

A La Nazione intervengono alcuni dirigenti scolastici per esprimere il loro pensiero in merito all’annuncio del Ministro.

Il dirigente dell’Iis Cellini e presidente provinciale Anp, Gianni Camici, accoglie positivamente l’arrivo di queste risorse specifiche e sostiene che la personalizzazione del curriculum è già molto forte nei percorsi professionali dove i tutor hanno un ruolo maggiore. Tuttavia, auspica che le modalità organizzative del Ministero siano rispettose dell’autonomia delle singole scuole.

Anche Osvaldo Di Cuffa, che dirige l’Iis Sassetti-Peruzzi, accoglie con favore la novità e sostiene che i ragazzi hanno sempre più bisogno di figure come i tutor. L’introduzione di tutor è già una realtà nei percorsi professionali, ma è giusto che ci sia un incentivo per chi nella scuola svolge compiti non strettamente legati agli obblighi contrattuali.

Il preside dell’Itt Marco Polo, Ludovico Arte, ha qualche dubbio sulla figura del docente tutor, che gli pare ancora un po’ misteriosa. Ritiene che sarebbe necessario intervenire di più sulla comunità scolastica per apportare piccoli miglioramenti e fare un investimento complessivo sulla scuola per realizzare un cambiamento sostanziale.

Infine, tutti concordano sulla necessità di fornire ai tutor una formazione specifica per svolgere al meglio il loro ruolo.

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