I docenti trentini difendono la scuola dalla riforma. Lettera

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Lettera di risposta al Direttore dell'Adige inviata da Mauro Avi.

Lettera di risposta al Direttore dell'Adige inviata da Mauro Avi.

"Desta stupore, Egregio Direttore, la sua tetragona fiducia nei benefici effetti che sulla realtà scolastica verrebbe a produrre la cosiddetta “Buona scuola”. Sorprende e offende l'intelligenza dei suoi interlocutori l'impianto assertivo del suo articolo. Colpisce il suo desiderio che sia ulteriormente “arricchito” (peggiorato) un disegno di legge che già di per sé si annuncia come peggiorativo della norma nazionale. E tutto ciò in nome di che cosa?

Di quel banale e banalizzante slogan, vera zavorra ideologica dei tempi moderni, che ormai sentiamo ripetere ovunque e all'unisono come un mantra: è il “nuovo che avanza”. Ben risuona questo slogan nelle sue parole e in quelle di quanti, tra i Dirigenti scolastici trentini, in questi mesi hanno suonato la grancassa per le “potenzialità innovative” della legge 107, in particolare la novità per cui ogni Dirigente sarebbe finalmente messo in grado di scegliersi i “docenti migliori e quelli più adatti a portare avanti il progetto formativo” che la scuola si è data.

Peccato che nessuno di costoro al momento sia in grado di chiarire quali saranno i criteri “trasparenti” e “imparziali” che governeranno la scelta. E ricordarci, come fa Lei, che questo avverrà in maniera “non totalmente discrezionale” non ci basta e non ci rassicura: o vuole dirci che un pochino o un tantino di discrezionalità sarà un errore fisiologico che val la pena sopportare?

Ad ogni modo, volendo anche concedere che la selezione sarà condotta in modo del tutto oggettivo, la sostanza del problema, a nostro parere, non cambia, perché ciò che la chiamata diretta mette in discussione e minaccia è ben di più che il personale interesse dei singoli docenti, come si vuol far credere, ma un principio democratico che è il fondamento stesso e la peculiarità del sistema d'istruzione pubblico: quello secondo cui tale sistema deve almeno idealmente aspirare a garantire a tutti la migliore qualità possibile dell'insegnamento. È dunque esattamente l'estensione all'istituzione scolastica della logica della competitività, da molti celebrata, che noi contestiamo.

E non si tiri in mezzo per piacere il Progetto d'Istituto o le assegnazioni di settembre: richiamare l'unicità del progetto educativo della singola scuola in base al quale i docenti andrebbero selezionati, vuol dire implicitamente disconoscere a priori la professionalità e la preparazione di questi ultimi, capaci di svolgere bene il proprio lavoro in ogni ordine di scuola previsto dalla relativa classe di concorso.

Per quel che riguarda poi la lamentata “girandola d'insegnanti a inizio d'anno”, la invitiamo, direttore, ad entrare nelle scuole a settembre e a verificare la fondatezza del luogo comune e congiuntamente ci interroghiamo su quale coerenza vi sia tra il suo stracciarsi prima le vesti per detta girandola e poi definire “adeguata” una continuità didattica di tre anni (!) per tutti (!) i docenti.

Venendo infine all'annosa questione del merito e della valutazione, chiediamo se secondo Lei c'è qualcuno che pensa ancora che la valutazione dei docenti introdotta dalla “Buona scuola” andrà a rilevare davvero che cosa ed in qual modo ogni singolo docente lavori in classe (e a casa), se c'è qualcuno ancora realmente convinto che i risultati d'apprendimento degli studenti siano il cristallino specchio delle competenze dei loro insegnanti.

Ci pare poi metodologicamente scorretto e contraddittorio anche il fatto che chi, come Lei, contesta il valore delle graduatorie per la loro natura astratta, astrattamente poi parli di criteri di merito; questi, infatti, non potendo vantare in nessun modo un valore assoluto ed universale, nel momento stesso in cui saranno concretamente formulati dai diversi Comitati di valutazione risulteranno per forza di cose condizionati dalla soggettività del singolo dirigente e del suo staff.

Per altro verso, Lei dimentica di precisare che la graduatoria scolastica è una delle ultime graduatorie di merito ormai sopravvissute nel mondo del lavoro italiano, stilata in primo luogo sulla base di titoli di studio e di punteggi riportati in pubblici concorsi e non di colloqui personali con i dirigenti.

L'unica cosa, insomma, che a riguardo del merito secondo noi avrebbe dovuto scrivere, se avesse voluto far onore ad un briciolo di verità, è che della buona didattica e del “bene degli studenti” in questo paese ed in questa provincia non importa niente a nessuno: importa invece, eccome, alimentare una propaganda funzionale a far passare un antico e mai tramontato disegno autoritario, spacciandolo per qualcosa di innovativo e perciò desiderabile; importa rivalutare non, come Lei afferma, il ruolo dei presidi, ma un'impostazione verticistica della scuola che a tutti i livelli marginalizza gli organi collegiali; importa allineare la scuola all'idea di produttività propria del mercato, ignorandone colpevolmente l'autentica unicità, che è quella di essere luogo plurale e democratico di formazione alla cittadinanza; importa infine omologarla al modello aziendale e rendere privato un bene che la Costituzione italiana ha destinato a tutti, che è la prima res publica di cui un cittadino può fare esperienza, quando ancora pienamente cittadino neppure lo è. E se l'unico termine di confronto che il direttore di un quotidiano può concepire per l'esperienza dell'apprendimento è quello appunto della realtà aziendale, se l'azienda privata è ormai diventata “misura di tutte le cose” , se il lessico adeguato per parlare di qualsiasi argomento conosce ormai solo termini quali “offerta”, “appetibilità”, “crescita” ,“produttività”, forse è meglio che di scuola si torni a non parlare proprio, come del resto è abituale nel nostro Paese.

Comunque Lei la pensi, noi, che non ci sentiamo “i migliori” né “i più adatti”, da anni lavoriamo con l'impegno di molti altri lavoratori senza essere premiati se non dal discredito che talvolta ci riserva la comune opinione; noi, che ogni giorno e dal primo giorno siamo esposti alla valutazione dei nostri alunni, da tempo abbiamo smesso di credere alle chiacchiere sul riconoscimento del lavoro effettivamente svolto, abituati come siamo ad un contratto che le correzioni e la preparazione le considera “atto dovuto”. E poco ci importa di apparire insegnanti “buoni” in una scuola “buona” solo per la propaganda elettorale, di risultare meritevoli perché c'impegneremo a scorrazzare i nostri alunni per le aziende del territorio o a far perdere loro duecento o quattrocento ore d'insegnamento curricolare in laboratori e simulazioni d'impresa, magari anche ben organizzate, ma di rilievo del tutto marginale rispetto agli apprendimenti fondamentali. Noi, egregio direttore, a dispetto della sua disistima e con la nostra zavorra ideologica che è la visione della scuola come unico luogo rimasto altro e libero dalla logica economicistica che trionfa ormai ovunque, domani entriamo in classe….in attesa che qualcuno ci chiami a parlare di scuola, seriamente, per davvero.

1. A Beccara Laura 2. Agostini Guido 3. Agostini Enrico 4. Aldrighetti Angela 5. Allocati Valeria 6. Amato Stefano 7. Andaloro Stefano 8. Andreatta Maria Elisabetta 9. Angeli Federica 10. Antolini Paola 11. Antonazzo Simona 12. Anzalone Silvia 13. Apolloni Enrico 14. Apolloni Katia 15. Arman Enrico 16. Armani Gabriella 17. Armani Sara 18. Avi Mauro 19. Bais Paola 20. Baldi Lucia 21. Barra Roberto 22. Bartoloni Alfredo Maria 23. Bauer Manuela 24. Benini Alessandra 25. Bernardi Chiara 26. Bernardinatti Barbara 27. Berti Claudia 28. Bertoldi Claudio 29. Bertoli Elena 30. Bertossi Claudia 31. Bertotti Delfina 32. Bettotti Marco 33. Bisesti Camilla 34. Boi Franco 35. Bolzonella Francesca 36. Bonani Graciela 37. Bonfatti Lorenzo 38. Bort Francesca 39. Boselli Sara 40. Bottesi Marco 41. Bozzolan Gilberto 42. Bridi Verena 43. Briganti Salvatore 44. Brocchieri Andrea 45. Brugnara Patrizia 46. Brunello Cristina 47. Brusciati Stefano 48. Buffa Laura 49. Buratti Daniela 50. Buratti Franco 51. Calandrelli Francesco 52. Caldiroli Laura 53. Callovi Loredana 54. Campillo Maria Cecilia 55. Cappellini Ilaria 56. Carapella Antonio 57. Castelli Silvana 58. Ceh Luciana 59. Chiadini Giuseppe 60. Chini Carla 61. Chini Lucia 62. Cici Nicola 63. Cicinelli Maria Vittoria 64. Cives Patricia 65. Cofler Marino 66. Colonna Andrea 67. Comper Paola 68. Conci Lucia 69. Coretti Fulvio 70. Corradini Manuela 71. Croce Roberta 72. D'Acunto Pietro 73. D'Alonzo Nicolino 74. D'Antimo Carmine 75. Dal Farra Maria 76. Dalcolmo Alessandra 77. Daldoss Giovanni 78. Dalla Torre Cecilia 79. Dallafior Luisa 80. Danielis Donatella 81. Demozzi Alessandra 82. De Leo Mariapia 83. De Pascale Elio 84. De Tomas Francesca 85. Delugan Nadia 86. Di Benedetto Francesco 87. Di Cagno Simona 88. Elefante Amelia 89. Fait Cristina 90. Fait Serena 91. Finora Marcello 92. Flessati Sabrina 93. Folcato Lisa 94. Forgione Patrizia 95. Fugatti Amalia 96. Gaetani Mariella 97. Galli Lorenza 98. Gammino Rosaria 99. Garbari Carmen 100. Gardumi Luca 101. Gelmini Elisa 102. Gemmati Raffaella 103. Genovese Alessandro 104. Gerlin Lucio 105. Giugni Giovanna 106. Gondoni Paola 107. Groff Bruna 108. Guarneri Massimo 109. Gulizia Alessandra 110. Iachelini Fulvio 111. Ieronimo Giovanna Lucia 112. Imparato Irene 113. Imperio Patrizia 114. Innelli Francesco 115. Iori Dario 116. La Cava Carmela 117. La Gaetana Rosario 118. Lacchin Manuela 119. Larocca Francesca 120. Lazzari Gianluca 121. Leonardi Cristina 122. Leonardi Roberta 123. Luscia Marco 124. Macchitella Josè 125. Magistro Maria Rita 126. Maistri Mattia 127. Malerba Maria 128. Mameli Maurizio 129. Manca Fabiola 130. Mantovanelli Laura 131. Marasco Antonio 132. Marchel Chiara 133. Marchese Eliana Agata 134. Margonari Cristina 135. Maroni Angela 136. Maroni Luisa 137. Martinelli Dario 138. Mattivi Marina 139. Mei Nadia 140. Miorelli Chiara 141. Mondini Silvia 142. Moratelli Giuseppe 143. Moroni Antonio 144. Moscatelli Antonella 145. Moser Luisella 146. Motter Monica 147. Negri Manuela 148. Nicolini Lorena 149. Nicolodi Mauro 150. Osele Monica 151. Pamato Lorenza 152. Pancosta Barbara 153. Pano Paola 154. Pantano Giuliano 155. Panusa Demetrio 156. Pedrotti Alberto 157. Pellegrini Massimo 158. Perlot Paolo 159. Peroni Ivone 160. Perris Manuela 161. Pesce Carmine 162. Petriglieri Rosario 163. Piffer Marisa 164. Piombo Federica 165. Poli Alessia 166. Poli Sergio 167. Polignano Leonardo 168. Prezzi Orianna 169. Puleo Ausilia 170. Retrosi Michele 171. Ricca Maria Elena 172. Ricupati Vita 173. Rigo Leana 174. Rizzi Michela 175. Romanato Roberta 176. Ronza Emma 177. Rossin Elena 178. Rotundo Angelo 179. Rubagotti Laura 180. Santini Andrea 181. Sassolino Domenico 182. Scalzi Antonia 183. Schillirò Mario Vito 184. Schoefberger Robert 185. Segatta Adriana 186. Serra Francesco 187. Sguario Cinzia 188. Sigillino Apollonia 189. Slomp Marcello 190. Sodini Ivan 191. Spagnolli Maddalena 192. Squassoni Stefania 193. Stefini Moira 194. Stelzer Valeria 195. Stroppa Luisa 196. Tavola Alessandra 197. Tecilla Melania 198. Teixidò Meritxell Peralba 199. Tezzele Cristina 200. Tomaselli Silvia 201. Tomasi Chiara 202. Tomasi Filippo 203. Tommasini Roberta 204. Toti Roberta 205. Tramontin Paola 206. Trotta Gianluca 207. Ursomando Alessandro 208. Valentinotti Felice 209. Vanella Massimiliano 210. Vergot Gianni 211. Vettorazzi Lucia 212. Vettorazzo Chiara 213. Vicentini Maurizio 214. Vicenzi Fausto 215. Vicenzi Mattia 216. Vidoni Pierluigi 217. Villani Maurizio 218. Visintainer Cristina 219. Vitale Cosima 220. Voltolini Paolo 221. Zamboni Vania 222. Zammatteo Paolo 223. Zanei Carla 224. Ziliani Ornella 225. Zuin Nicola

I C. Ciro Andreatta (Pergine), Bonporti (Trento), Bresadola (Trento), Buonarroti (Trento), Damiano Chiesa (Rovereto), Curie (Pergine, Levico, serale), Da Vinci (Trento), Degasperi (Borgo Valsugana), Depero (Rovereto), Don Milani (Rovereto), Fontana (Rovereto), Galilei (Trento), Martini (Mezzolombardo), Prati (Trento), Rosmini (Rovereto), I C. Rovereto Est, Russel (Cles), Scholl (Trento), Tambosi Battisti (Trento), I C. Trento 1, I. C. Trento 3, I. C. Trento 6, Vittoria (Trento)"

L'editoriale

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