Docenti sull’orlo di una crisi di nervi: 70% docenti italiani ritiene non essere apprezzato, in Francia 84%. Voi?

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red – Tullio De Mauro, ex Ministro dell’Istruzione, apre un caso parlando di un sondaggio svolto in Francia che mette in evidenza come i docenti francesi non si sentano apprezzati e addirittura si sentano incompresi nel loro stesso ambiente familiare.

red – Tullio De Mauro, ex Ministro dell’Istruzione, apre un caso parlando di un sondaggio svolto in Francia che mette in evidenza come i docenti francesi non si sentano apprezzati e addirittura si sentano incompresi nel loro stesso ambiente familiare.

Una tegola che pende non soltanto sugli insegnanti francesi, ma anche sulla testa di quelli italiani.

Eppure, afferma De Mauro nelle pagine dell’Internazionale, numero 1055 del 13 giugno 2014, tempo fa l’agenzia demoscopica Conseil, Sondage, Analyse (Csa) pubblicò un sondaggio che vedeva l’insegnamento come uno (il terzo esattamente, dopo il medico e l’ingegnere) dei mestieri da suggerire ai propri figli.

Tempo fa, appunto. Le strade sono due: o la società è mutata e nell’immaginario collettivo la figura dell’insegnante non gode più del rispetto di quei tempi o i docenti soffrono di carenza d’autostima.

Giorno 12 giugno abbiamo pubblicato una notizia che riportava un sondaggio del Stiftungsverband in collaborazione con McKinsey: un sondaggio svolto tra 500 ragazzi delle scuole tedesche che hanno fatto la maturità ha messo in evidenza che solo il 17% di quelli che hanno concluso il liceo con un voto “buono” o “ottimo” vorrebbe diventare insegnante.

Mentre è di maggio il sondaggio e l’allarme lanciato dal Guardian, secondo cui il reclutamento dei docenti è in grave crisi. Addirittura il  il 29% sta pensando seriamente a cambiare mestiere e solo il 9% si è dichiarato soddisfatto.

Stress, stipendi bassi, poca considerazione sociale, fatica, assenza di carriera: tra i motivi che fanno di questo mestiere un "lavoraccio".

Un lavoro difficile, speso incompreso, ma che può dare le sue soddisfazioni, se è veritiero il sondaggio svolto dal CIDI su un campione di insegnanti significativo che dimostra come il rapporto diretto con bambini, ragazzi e giovani costituisce contemporaneamente una delle fonti di maggior riconoscimento e gratificazione di questo lavoro.

Ma è anche vero che nello stesso sondaggio, il 69,4% del campione ha la percezione dello scarso riconoscimento sociale del proprio mestiere. Insomma, torniamo al dato francese, anche se meno preoccupante.

Percezioni dei docenti in crisi di identità?

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