Docenti stressati, Donazzan: spalmare le vacanze durante l’anno e far ruotare docenti sostegno [INTERVISTA]

di Antonio Casa
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“Dare del lei e saluto in classe, i docenti sono con me”. L’assessore regionale del Veneto, Elena Donezzan a orizzontescuola.it: calendario scolastico da riformulare contro lo stress degli insegnanti

Assessore, sa che il nostro sondaggio sulla sua proposta di ripristinare il “lei” ai prof e il saluto in piedi quando entrano in classe ha riscosso successo? I sì sono all’88%…

“Che meraviglia! E’ un piacere sentirlo, tra l’altro è significativo, visto che i lettori di orizzontescuola.it sono per lo più addetti ai lavori e, quindi, tanti insegnanti.”

Perché quest’idea?

“Alla luce degli ultimi, numerosi episodi di intolleranza verso i docenti. Si sente il bisogno di ristabilire alcune regole comportamentali e di rispetto verso i prof. Ripartiamo, dunque, dall’educazione. La società ha appiattito la figura degli insegnanti, a discapito della loro autorevolezza. Mi sono sentita in obbligo di intervenire per cercare di ridare un equilibrio a una situazione altrimenti insostenibile.”

La cronaca riferisce che ci sono prof minacciati e presi a botte, ma anche insegnanti che continuano a dare schiaffi a piccoli alunni inermi. Come la mettiamo?

“Sono per il licenziamento di questi insegnanti, non ci sono altre misure. D’altronde, uno che dà botte ai bambini in una classe non è degno di fare quella che io considero una vocazione, più che una professione. Oltre a occuparmi di scuola da anni come rappresentante politica, sono figlia di un’insegnante di Scuola Primaria, so bene come l’apprendimento ricevuto nei primi anni di età caratterizzi anche l’età adulta. I traumi ricevuti da piccoli non se ne vanno.”

Un esperto in stress lavoro correlato come Vittorio Lodolo D’Oria sostiene che la causa dei maltrattamenti ai piccoli sia da imputare all’esaurimento di cui soffrirebbero molti insegnanti. Cosa può fare una Regione come il Veneto, che ambisce all’autonomia scolastica, per prevenire questi fenomeni?

“Otto anni fa circa ho sostenuto uno studio sull’aspetto logorante della professione docente, dal quale sono emersi diverse soluzioni al problema. Per esempio: gli insegnanti di sostegno andrebbero fatti ruotare e inseriti dopo un certo periodo di tempo nelle classi comuni. Dico di più: un calendario stilato su nove mesi di lezioni e tre mesi di riposo non va più bene. Meglio spalmare le vacanze durante l’anno, con periodi di riposo più frequenti e più brevi, tipo una breve vacanza ogni mese e mezzo. Anche le settimane corte andrebbero riviste, magari alternandole. Tutto questo per alleviare le tensioni, sia di personale docente che dei genitori, i quali spesso riversano sui prof il malessere che cova all’interno dei loro nuclei familiari. Oggi, sull’insegnante si scarica di tutto!”

Mi faccia capire: lei propone un calendario scolastico fino a fine giugno?

“Sì. E un inizio delle lezioni posticipato rispetto all’attuale calendario. Alla fine, i giorni di lezione sarebbero uguali a quelli attuali, però spalmati diversamente, anche perché la scuola non è un parcheggio dove sistemare i figli tutti i giorni, durante tutto l’anno.”

Vuole anche fare rimettere il grembiule ad alunni piccoli e grandi?

“L’altro giorno ho scoperto che in un liceo di Mestre gli alunni, che in questo caso sono adolescenti, indossano una felpa uguale per tutti. Una loro scelta. E’ il senso di appartenenza a un istituto, un modo per dire “sono orgoglioso di fare parte di questa comunità scolastica”. Io sono nata nel 1972 e alle elementari ho indossato il grembiule. Non ci trovo nulla di strano. Col grembiule si evitano di sporcare i vestiti e si appiattiscono le eventuali differenze sociali tra chi può permettersi maglioni costosi e chi non può. Poi che sia un grembiule o una divisa o una felpa, poco importa. M’interessa di più il senso del “fare gruppo”, magari con i colori che ogni istituto sceglie per farsi rappresentare. Mi auguro che questa norma entri velocemente nei regolamenti di ogni singola scuola.”

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