Docenti straordinario senza stipendi a Natale. Lettera

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Inviata da Anna Baio – Alla gentile attenzione del presidente del consiglio Giorgia Meloni e del ministro dell’istruzione professor Giuseppe Valditara, sono un’insegnante della scuola superiore e scrivo da parte dei docenti vincitori del concorso straordinario che sono entrati nel loro anno di prova a partire da quest’anno.

Qualcuno con qualche peripezia in più dovuta ad un brusco e repentino cambiamento di scuola, classi e soprattutto di alunni ed alunne. Un cambiamento inaspettato che per alcuni versi è stato spiacevole e per altri invece no. L’anno di prova si è mostrato immediatamente come un anno arduo (le ore di didattica in classe, le riunioni, i vari coordinamenti e cariche, le 50 ore di formazione e le altre 40 per ottenere i cfu richiesti per il percorso straordinario) ma nonostante il duro lavoro previsto, la voglia di intraprendere finalmente il percorso che ci avrebbe portate al ruolo dopo tanti anni di precariato e che sembrava da tempo un miraggio, si stava realizzando. Ad inizio dicembre la notizia che non avremmo ricevuto stipendi a natale (stipendio e tredicesima e stipendio di gennaio e forse anche febbraio? Niente di chiaro come sempre). Senza alcun preavviso la risposta da parte di NoIPA è stata che la colpa era delle segreterie oppure dell’AT, e quest’ultimi che invece incolpavano NoIPA. A quanto pare mancano dei codici dei contratti, che quindi non possono essere registrati.

Eppure questi docenti stanno lavorando, stanno dunque lavorando senza un contratto? Non sarebbe illegale? Insomma un rimbalzarsi di colpe che come risultato portano solo alla solita presa in giro: persone con mutui da pagare, famiglie e bambini da mantenere (regali di Natale da comprare), benzina e bollette sempre più care da saldare, cibo per vivere da acquistare. Persone che stanno lavorando e che si danno da fare e che come ricompensa hanno risposte confuse e menefreghismo.

Sicuramente chi fa questi lavoro con passione non lo fa per denaro, sappiamo bene tutti a quanto ammonti lo stipendio di un docente, (dopo così tanti anni di studio una presa in giro). Ma la vita è cara, sempre di più e non tutti possono permettersi di avere risparmi da parte per poter “tirare” avanti. Io sono fortunata, ho persone che mi amano e che possono aiutarmi, ma penso a chi non vive la mia stessa situazione e penso soprattutto alla frustrazione che provo per la fatica e per i sacrifici che ho fatto e che mi hanno portata ad essere qui nel ponte dell’8 dicembre a scoprire (nemmeno da chi di competenza) che quest’anno a Natale avrò lavorato gratis.

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