Docenti, spegnete i cellulari. Siate da esempio

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E' l'invito lanciato dalle pagine del quotidiano "Il Messaggero" da parte di Giorgio Israel, che con un mirabile articolo fa un excursus di quella che è diventata una vera e propria cattiva abitudine.

E' l'invito lanciato dalle pagine del quotidiano "Il Messaggero" da parte di Giorgio Israel, che con un mirabile articolo fa un excursus di quella che è diventata una vera e propria cattiva abitudine.

Apparecchi sempre accesi, magari in funzione vibra call, occhi sugli schermi e risposte frettolose ai messaggio. Una "una maleducazione che un tempo veniva evitata", quella di alzarsi da un incontro, da una riunione, "anche sopportando per qualche tempo una necessità corporale". Ma il cellulare ha rotto ogni tabu.

Prassi che, secondo l'articolo, starebbe dilagando anche nel campo dell'istruzione. "Se – leggiamo nell'articolo – fino a qualche tempo fa dirigenti scolastici o insegnanti rigorosi erano intransigenti rispetto all’ingresso dei cellulari in classe, sembra che anche questo muro sia cadendo a pezzi. Cresce il numero degli insegnanti – universitari o delle scuole di ogni ordine e grado – che entrano in classe, depongono il cellulare sulla cattedra, acceso e silenziato, ogni tanto danno un’occhiata allo schermo e sono attratti da una vibrazione che segnala una chiamata o l’arrivo di un messaggio".

Prassi che legittima gli studenti "a tenere acceso il loro cellulare, magari sotto il banco, comunque in posizione da poterlo tenere sotto controllo". Perché, se il pesce puzza dalla testa …

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L'articolo termina con la citazione dell'ultimo libro di Massimo Recalcati che ha indicato ne “L’ora di lezione” l’unica via per salvare un’istruzione in sfacelo, "l’unico momento in cui può scoccare quella scintilla magica tra maestro e allievo capace di generare la passione per la conoscenza intesa come un processo aperto, fatto di continue domande e di questioni irrisolte, l’unico momento in cui il bambino o il ragazzo può conoscere e avvalersi della “potenza generativa” della scuola".

Quindi l'appello: spegnete i cellulari.

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