Docenti specializzati di sostegno a casa: l’assurdo divieto dell’invio delle mad

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Inviato da Maria De Luca – Ebbene sì, non è una barzelletta e sicuramente non fa ridere.

In diverse province del Sud Italia sono tantissimi i docenti specializzati, nonostante la pubblicazione delle nuove disponibilità, a non avere una cattedra.

E questo in molti casi non perché manchino i posti in deroga ma perché tali posti sono serviti a soddisfare le centinaia richieste di assegnazione provvisoria e utilizzazione provenienti dai colleghi titolari di cattedra al nord.

Il risultato? Le scuole del nord si svuotano, al sud i docenti specializzati rimangono a casa.

La responsabilità di questa profonda ingiustizia è della Circolare Miur n. 0026841 del 05/09/2020 che precisa che «le domande di messa a disposizione devono essere presentate esclusivamente dai docenti che non risultino iscritti in alcuna graduatoria provinciale e di istituto»

È proprio il Ministero della Pubblica Istruzione che per un banale discorso di priorità o precedenze impedisce ai docenti specializzati (e non solo) iscritti in graduatoria di inviare la “Messa a disposizione” nelle province segnate da una mancanza atavica di docenti specializzati.

Il tutto anteponendo, di fatto, le esigenze dei docenti sprovvisti di titolo a quelle degli studenti con disabilità che, non solo meritano un docente specializzato, ma ne hanno anche diritto.

Ogni studente con disabilità privo di insegnante adeguatamente formato, ogni docente specializzato a casa rappresenta per la scuola italiana un fallimento, una sconfitta su tutti i fronti.

Il ministero deve prenderne atto.

Non può il Ministro Azzolina dire in Commissione “Cultura e Istruzione” al Senato che gli insegnati specializzati sono pochissimi e poi consentire che quei pochi rimangano a casa.

È un fatto inaccettabile.

Attendiamo pertanto fiduciosi l’emanazione di una nuova circolare che ponga rimedio a questa inspiegabile, surreale ingiustizia.

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