Docenti si impegnano a formare classe dirigente diversa dall’attuale. Lettera

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Inviato da Federica Sesti Osseo – Non è con l’impegno che si hanno aule riscaldate. Non è con il sacrificio che le scuole si dotano di infrastrutture per disabili.

Non è con la fatica che si attivano progetti per la dispersione scolastica che coinvolgono grandi realtà, assenti al Sud, capaci di assumere gli studenti formati.

Non è con l’impegno che si ottengono i toner per le stampanti e le fotocopiatrici.

Non è con il sacrificio che si permette agli studenti di raggiungere con i mezzi pubblici le scuole in orario.

Non è con la fatica che le scuole si dotano di laboratori di realtà aumentata e di robotica.

Non è con l’impegno che si permette agli studenti di fare educazione fisica in palestra e non all’esterno.

Non è con il sacrificio che si dotano i comuni di asili nido.

È però con impegno, sacrificio e fatica che il 50% degli insegnanti del Sud permettono alle scuole del Nord, alle scuole della nostra nazione, di funzionare.

È con impegno, sacrificio e fatica che i docenti tutti, indipendentemente dalle loro origini, cercano di creare una classe dirigente che non sottolinei più queste barbare differenze campanilistiche, ma che faccia comprendere come dal 1861, dopo guerre sanguinose, tutte le regioni italiane abbiano gli stessi diritti e doveri.

Ma purtroppo, come affermava D’Azeglio, “Fatta l’Italia, bisogna fare gli italiani”, ancora oggi, caro Ministro.

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