Docenti senza stipendio, c’è chi a 50 anni chiede i soldi alla mamma pensionata per andare avanti: la denuncia della Uil Scuola Firenze

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“Docenti che lavorano dal 1°settembre ad oggi ancora senza rata stipendiale di settembre e ottobre. Parliamo di personale che regolarmente svolge il proprio lavoro dal 1°settembre e che ad oggi non risulta pagato per la prestazione lavorativa”: lo denuncia Cristiano Di Donna della Uil Scuola Rua di Firenze, che definisce il fatto inaccettabile.

Tutto ciò “si somma alla problematica del caro vita in una città come Firenze, già ampiamente evidenziata da noi proprio all’inizio di quest’anno scolastico“.

Il sindacato – spiega – si è subito attivato e come spesso accade le responsabilità sono ambigue, si nascondono dietro l’inefficienza dei sistemi informatici, la mole enorme di burocrazia inutile e il groviglio normativo che regola la stipula di un contratto di lavoro. Il tutto in una scuola paralizzata da un sistema ridondante che invece di semplificare complica sempre di più la vita dei lavoratori e la vita degli addetti ai lavori che devono fare diverse procedure, sempre con lo stesso contenuto,
per un solo contratto.

In questo contesto alla Ragioneria Territoriale dello Stato di Firenze, uno degli attori principali nell’iter burocratico contratto-stipendio, chiediamo più dialogo con le segreterie scolastiche e maggiore elasticità“.

Il risultato finale di questa situazione – aggiunge -, fatta di rimpalli di responsabilità e groviglio burocratico, è che i lavoratori devono ricorrere ai propri risparmi, escamotage vari o alle famiglie per vivere anzi sopravvivere. Come nel caso di Alfonso, che ha un mutuo da pagare e che per vivere, a 50 anni, ha dovuto chiedere alla mamma pensionata i soldi per andare avanti. Oppure come il caso limite dove ben 10 docenti dell’istituto comprensivo di Dicomano sono senza stipendio. Tutti lavoratori adulti, con figli e tutti lavoratori fuori sede provenienti da altre città“.

Il nostro sindacato sta facendo di tutto, conclude Cristiano Di Donna, perché la questione si risolvi al più presto e sia prevista una emissione speciale che possa dare un po’di ossigeno a questi lavoratori. Ma resta il dato sconfortante di una totale mancanza di rispetto dei lavoratori e del lavoro svolto. Fatto, a nostro giudizio, che contribuisce a sminuire sempre più chi lavora nel mondo della scuola. Al di là di tante belle parole, poi sono i fatti che determinano il valore e la considerazione che si dà ad una professione o ad un lavoro onesto“.

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