I docenti senza formazione digitale si allontanano sempre più dai loro alunni

WhatsApp
Telegram

GB – Questa la scuola digitale che ancora non c’è e che emerge dallo studio ”Scuola 2.0 Innovazione dei modelli ditadditici e nuove tecnologie per la scuola del futuro” curato da Glocus il think tank presieduto da Linda Lanzillotta: il 45,8% delle aule scolastiche (130mila) non e’ cablato, il 18,5%, dei plessi (4.200) non sono connessi a internet, le lavagne interattive multimediali sono appena 69813 e i tablet per uso individuale nelle classi ancora meno, appena 13650.

GB – Questa la scuola digitale che ancora non c’è e che emerge dallo studio ”Scuola 2.0 Innovazione dei modelli ditadditici e nuove tecnologie per la scuola del futuro” curato da Glocus il think tank presieduto da Linda Lanzillotta: il 45,8% delle aule scolastiche (130mila) non e’ cablato, il 18,5%, dei plessi (4.200) non sono connessi a internet, le lavagne interattive multimediali sono appena 69813 e i tablet per uso individuale nelle classi ancora meno, appena 13650.

Lo studio, presentato e discusso ieri in Senato da un pool di esperti del settore, mette in evidenza che non è solo un problema di mancanza di strumenti digitali, ma che occorre ripensare anche il metodo d’insegnamento nell’era digitale: ”Un metodo che non tema più, ma che piuttosto valorizzi – si legge nello studio – la strumentazione tecnologica disponibile oggi, potenziando al tempo stesso l’autonomia nello studio e la formazione di un autonomo profilo culturale”. Insegnando ai ”ragazzi come muoversi nel complesso mondo digitale, come gestire proficuamente e scientificamente l’enorme flusso di informazioni presenti nella rete”.

I dati della Commissione Europea dicono che il nostro Paese ha la più bassa disponibilità di accesso alla rete a banda larga, indipendentemente dal grado dell’istituto, anche la stessa Europa mette a disposizione con il programma Horizon 2020 oltre 17 miliardi di euro sui 70 disponibili per sviluppare l’industrial leadership, ovvero sostenere maggiori investimenti in tecnologie chiave tra cui, appunto, quelle promosse per l’istruzione.

”Ma se abbiamo i livelli di abbandono più alti d’Europa è anche perché la scuola si allontana sempre più dagli studenti, non parla il loro linguaggio- spiega Linda Lanzillotta, presidente di Glocus – Dobbiamo mettere in atto una serie di politiche perché si sviluppi una consapevolezza nuova: e considerare finalmente gli strumenti digitali parte dei servizi essenziali della scuola, come l’acqua e la luce. Serve un salto di qualità nel metodo d’insegnamento, perché si sta allargando il gap tra docenti e nativi digitali”.

WhatsApp
Telegram

Corso di perfezionamento in Metodologia CLIL: acquisisci i 60 CFU con Mnemosine, Ente accreditato Miur