Docenti senza diritti: l’Italia è una Repubblica assai strana. Lettera

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Inviata da Diletta Betti – C’è un esercito di docenti precari che da anni svolge il delicatissimo compito di formare gli uomini e le donne del domani.

Sono i precari di terza fascia; quelli che possono essere controparte contrattuale dello Stato, ma solo fino al 30 giugno.

Sono quelli che attendono di essere stabilizzati e tra loro ci sono anche i “super precari”, che in questo caso, purtroppo, non é un titolo aggiuntivo meritorio.

I “super precari” sono docenti appartenenti alla classe di concorso A066 definita “ad esaurimento”, usati dallo Stato come tappabuchi, ma senza alcun diritto di stabilizzazione in violazione ad ogni principio di uguaglianza.

L’Italia è lo stesso Stato che riconosce, grazie ad accordi europei, le abilitazioni ottenute con percorsi ad hoc in altri Stati membri, pagate a peso d’oro; percorsi che poi, non attiva per i propri precari, che utilizza tutti gli anni, salvo poi licenziarli a fine anno scolastico.

Per chi non è dentro la materia scolastica, c’è poi un’altra barzelletta da raccontare: dover superare un concorso (complesso quanto un concorso ordinario) per poter accedere ad una specializzazione sul sostegno, a pagamento si intende, per la modica cifra di 3.000€.

Un altro “pizzo” che questa bella Italia richiede agli aspiranti docenti, per partecipare al concorso è quello di essere in possesso di 24 cfu, che grazie alle Università telematiche possono comodamente essere acquistati in due rate da 250€.

Tutto, ormai, in questa Italia è monetizzato, anche i sogni di chi ogni mattina si alza presto per svolgere la professione che ama, con dignità e senso di responsabilità, in previsione di poterla espletare per tutta la vita.
A questo punto la proposta potrebbe essere di cambiare l’art. 1 della Costituzione in “l’Italia è una Repubblica fondata sull’acquisto del posto di lavoro”.

Un criterio uniforme di reclutamento dei docenti é essenziale per un paese che si ritiene civile.

Come docenti di terza fascia chiediamo la possibilità di essere stabilizzati con Percorsi Abilitanti Speciali per chi, senza alcuna distinzione, ha servito lo Stato quale docente precario per almeno tre anni.

In attesa che il sogno della docenza si avveri, guardiamo oscillare quella spada sopra le nostre teste.

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