Docenti sempre reperibili con SMS ed e-mail, nessun diritto alla “disconnessione”. Ore funzionali fino a 120 ore di reperibilità, succede in Trentino

di Paolo Damanti
ipsef

item-thumbnail

Anche in Trentino si sta discutendo del rinnovo contrattuale, che stenta a trovare un accordo tra Provincia e sindacati. Rinnovo che vede in particolare la UIL in prima linea per contrastare alcune richieste politiche.

Abbiamo sentito al telefono Di Fiore Pietro, sindacalista UIL, sindacato che copre il 50% dei docenti della Provincia autonoma di Trento.

Cosa succede in Trentino?

Si sono svolti degli incontri presso l’APRAN, l’equivalente dell’ARAN nazionale, tra sindacati e rappresentanti dell’amministrazione provinciale, ma le posizioni sono distanti. Come sindacati abbiamo il compito di salvaguardare i docenti per quanto riguarda l’orario di lavoro, le assegnazioni dei docenti ai plessi, il tempo di libertà dei lavoratori e l’utilizzo del proprio tempo libero.

Che intende per “libertà dei lavoratori e utilizzo del tempo libero”? Sono termini mai utilizzati per il rinnovo di un contratto dei docenti

Già da qualche anno nel contratto dei docenti della Provincia il monte ore delle attività funzionali è stato portato ad 80 complessive, togliendo la distinzione di 40+40. Quello che si è provato a fare a livello nazionale. A queste ore se ne aggiungo anche 40 provinciali che portano il monte ore complessivo a 120. Ore nelle mani delle dirigenze che possono programmare a proprio piacimento le attività dei docenti.

Le attività non vengono deliberate dai Collegi?

Oggi deliberano il piano annuale con tutte le attività. La proposta provinciale, invece, vorrebbe ridurlo ad organo che dia solo indicazioni generiche su priorità didattiche ed ambiti di utilizzo delle ore, quindi sarà il dirigente a declinare le attività.

Cosa si fa durante le 40 ore “provinciali?

Sono ore che dovrebbero essere dedicate al potenziamento formativo per i ragazzi. Fino al 2014 utilizzate solo in parte per supplenze, la maggior parte erano dedicate al progetto istituto. Dal 2014 vengono quasi esclusivamente saturate per fare supplenze, sorveglianze ad inizio fine scuola, viaggi istruzione senza indennità.

Per le supplenze brevi il dirigente ti può raggiungere con SMS o email a qualsiasi ora ed emettere un ordine di servizio. Come se si fosse in servizio h24. Qui parliamo di diritto alla disconnessione, alla possibilità dei docenti di poter staccare la spina ed avere tempo libero. Inoltre, alle 120 ore complessive di disponibilità si aggiungo anche quelle di recupero alle Superiori.

Di cosa si tratta?

Si tratta di ulteriori 70 ore di recupero derivanti dal fatto che la Provincia ha imposto alle superiori un’ora di lezione di 50 minuti. Quindi i docenti devono recuperare i 10 minuti persi a lezione. Chiaramente queste ore non hanno compenso.

Cosa svolgono i docenti durante queste ore?

50 ore vengono svolte con gli studenti. Tutti fanno la diciannovesima ora, più una serie di sportelli e attività didattica.

Cosa succederà adesso a livello di contrattazione?

Il 19 febbraio avremo una prossima tornata di incontri, certo è che avevamo una sorta di protocollo politico sul rinnovo contrattuale: riequilibrio e ripristino della Collegialità, ad esempio. Ma non va, decideremo con le altre organizzazione, ma siamo pronti alla protesta.

In tutto ciò che è il progetto della Provincia, sinceramente, mi sfugge il concetto di autonomia scolastica

Esatto, il punto è proprio questo. Al congresso UIL andremo con lo slogan: Tutela dell’autonomia scolastica in una terra di autonomia politica.

Versione stampabile
Argomenti:
anief anief
voglioinsegnare