Docenti scelti dal preside, il ‘metodo’ D’Ambrosio: “Colloquio di gruppo e caso studio di progettazione didattica. Vogliamo insegnanti competenti” [INTERVISTA]

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“Noi dirigenti scolastici siamo tutti d’accordo che vogliamo nelle nostre scuole i docenti di qualità. I nostri studenti lo meritano. Con le Gps le assegnazioni avvengono ‘per caso’, diciamo. Però non possiamo negare che la scuola in cui capita il docente sia sempre la più adatta”.

Lo ha detto ad Orizzonte Scuola Alfonso D’Ambrosio, dirigente scolastico degli istituti comprensivi di Lozzo atestino V0′ e Cinto Euganeo.

Il preside, tiene a segnare una differenza fra insegnante esperto ed insegnante competente: “L’insegnante esperto è quello che lavora da anni, che ha esperienza. Ma il docente competente è quello che padroneggia la materia. Spesso il docente esperto è anche quello competente, ma non sempre è così. Capita che alcuni docenti non siano all’altezza del loro ruolo“.

Nei giorni scorsi si è riacceso il dibattito su una chiamata diretta dei dirigenti in fase di assegnazione delle cattedre, con il presidente dell’ANP Giannelli in prima fila per immaginare un sistema nuovo di reclutamento e il coordinatore della Gilda degli insegnanti, Rino Di Meglio, ad allontanare tale prospettiva.

Il dirigente D’Ambrosio, proprio in questi giorni, ha sperimentato nella propria scuola un sistema di reclutamento di supplenti che va proprio in quella direzione indicata da Giannelli.

Da noi nel Nord-Est arriviamo ogni anno facilmente alle convocazioni da Mad, specie nella scuola primaria. Quindi ci siamo ritrovati ad avere alcune cattedre scoperte. Le MAD, in tal senso, per noi sono diventate quest’anno un’occasione per sperimentare una forma di reclutamento diverso“, spiega D’Ambrosio.

Come?

Ispirandomi a modelli di selezione del personale di stampo aziendale. Dopo una selezione per titoli e servizi, puntando molto sulla laurea quinquennale e le precedenti esperienze, sono arrivato a selezionarne 30. A quel punto ho proposto un colloquio di gruppo sullo studio di un caso specifico. A me interessano i titoli ma è più importante per me che il docente sappia progettare. E infatti i docenti candidati sono stati osservati, per capire come progettano, come lavorano in team, le dinamiche, quali personalità emergono e quali strategie.

Chi seguiva e valutava questi candidati?

Ho messo su una commissione composta da me e altre 4 insegnanti. Alla fine abbiamo fatto un colloquio individuale per comprendere meglio certe cose e commentare con i diretti interessati il lavoro di squadra. E questo è stato veramente importante per capire chi poteva restare nella scuola e chi no.

Quindi si tratta di un mini-reclutamento?

Proprio così. Secondo me un sistema che non permette di potersi scegliere i docenti più idonei è un po’ critico. Per questo se si deve pensare ad una riforma sul reclutamento, è bene che si rifletta su questo punto.

Come deve essere il nuovo reclutamento, dunque?

Sicuramente un reclutamento dalle Gps che permette di bloccare anche un supplente per tre anni. Un docente scelto da una commissione ovviamente. E poi un sistema in cui si possa dare accesso veramente alla professione e trovare per le scuole i 5 insegnanti più adatti, ad esempio, perché noi vogliamo il docente competente. Lo so che poi il popolo della scuola criticherebbe e direbbe ‘allora il Ds di sceglie sempre gli stessi nomi, quelli che piacciono a lui’. Non è così. Si mette in piedi una commissione ad hoc. Immagino anche un Garante esterno.

Poco fa diceva che a volte alcuni docenti non sono adatti. In che senso?

Docenti che non sposano le indicazioni degli organi collegiali per il sacrosanto diritto alla libertà di insegnamento. Ma se l’istituto adotta la politica della “scuola senza zaino” e il docente si rifiuta categoricamente di seguire tale indicazione didattica, che si fa? Non è il docente sbagliato per quella scuola? I dirigenti scolastici non possono fare granché in questi casi. Mandiamoli a fare dei corsi obbligatori, ad esempio. Ma la scuola, potrò sembrare impopolare ma è così, dovrà tenersi un docente che non è adatto a quel contesto e il dirigente non può scegliere se tenerlo oppure no.

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