Docenti: “Renzi, non ti votiamo più”. PD chiude spazi democratici, decide solo la Trojca. Primo sciopero il 24 aprile

di Anselmo Penna
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Continua la protesta in tutta Italia contro la riforma della scuola. Assemblee gremite di docenti infuriati chiedono il confronto democratico.

Continua la protesta in tutta Italia contro la riforma della scuola. Assemblee gremite di docenti infuriati chiedono il confronto democratico.

L'ultima assemblea, della quale abbiamo documentazione, a Firenze, organizzata dalla Gilda degli Insegnanti.

Ben due giorni di assemblea per illustrare il DDL di riforma. Critiche all'espulsione dei docenti delle Graduatorie d'Istituto dal mondo della scuola, all'aumento dei poteri del dirigente "che opererà nella cosa pubblica come un amministrazione delegato, senza rischi di impresa". Lo slogan dell'assemblea è stato "noi non vi votiamo più".

Dal Parlamento, intanto, giungono notizie a dir poco allarmanti. Ieri l'On Arturo Scotto di SEL ci ha informati che il suo partito ha incontrato formalmente la Presidente della Camera Boldrini per esprimere "preoccupazione circa l’iter del disegno di legge governativo sulla scuola". "Il governo, che non ha accolto la nostra proposta di stralcio delle norme sui precari, – continua la nota – immagina un percorso a tappe forzate che non solo umilia il Parlamento, ormai ridotto a un votificio delle norme volute dal Governo, ma anche un settore importantissimo per il nostro Paese e per il futuro delle giovani generazioni."

"Il Governo – conclude la nota – continua ad andare avanti senza nessun ripensamento e, soprattutto, senza ascoltare le proteste e le proposte dei sindacati del mondo della scuola".

Preoccupazioni che trovano fondamento in alcune indiscrezioni delle ultime ore che vorrebbero il PD avere chiuso a possibili emendamenti da parte di deputati del partito in dissenso con la "trojca". Nessun deputato del PD è autorizzato a presentare emendamenti non consentiti. Nessuno spazio di dialogo, dunque, e gli emendamenti dell'opposizione saranno pura formalità.

Il percorso del DDL si giocherà tutto all'interno della VII Commissione cultura alla Camera (anzi, di un gruppo ristretto del Partito Democratico), dato che l'approdo del testo alla Camera avverrà per giorno 11 maggio e il passaggio dal Senato non prevede modifiche.

Intanto i sindacati rappresentativi oggi in piazza contro la riforma  hanno annunciato il giorno dello sciopero generale, il 5 maggio. Inizialmente si era pensato al 12 maggio, ma si tratta di una data tardiva che giungerebbe a giochi già fatti.

Nell'attesa, il 24 uno sciopero generale con manifestazione è stato indetto da ANIEF, UNICOBAS e USB. Tutti i lavori parlamentari.

Il video dell'assemblea Gilda a Firenze

 

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