Docenti regionali e regionalizzazione scuola, 83% dice no. Regioni si preparano, maggioranza spaccata

di redazione
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Partecipazione record al nostro sondaggio rivolto agli iscritti alla pagina FaceBook sulla proposta di regionalizzazione della scuola e la possibilità per le regioni di assumere docenti.

IN un solo weekend i partecipanti sono stati più di 1.600 e hanno espresso un voto chiaro sul via del Ministro Bussetti alla regionalizzazione della scuola italiana.

Di cosa si tratta?

Si tratta di un progetto del quale al momento è capofila il Veneto ma che ha già contagiato Lombardia, Emilia, Lazio e molte altre Regioni, come fa sapere la CISL scuola, si stanno preparando.

Il piano Veneto prevede  la possibilità di gestire autonomamente i concorsi, bandendoli solo a livello regionale nel momento in cui ci sarà carenza. La possibilità di gestire direttamente gli organici, aumentando il numero di docenti e ATA e farli dipendere direttamente dalla Regione.

Inoltre, saranno gestiti dalla Regione in cui si è assunti anche i possibili trasferimenti in altre Regioni, attraverso un meccanismo simile a quello del trasferimento all’interno della Pubblica Amministrazione, con finestre limitate.

A ciò si aggiunge che il Veneto ha lavorato ed ottenuto di poter insegnare storia e cultura Veneta nelle scuole. Cosa che potrebbe essere presa ad esempio anche da altre regioni.

Favorevoli o contrari?

Non è bastata la promessa della possibilità di integrare gli stipendi dei docenti ed ATA assunti dalle Regioni con degli aumenti per convincere i docenti della bontà del progetto. Questo, almeno, quanto risulta dal nostro sondaggio che abbiamo lanciato la fine della scorsa settimana e del quale vi inseriamo l’immagine.

Preoccupazione è stata espressa anche dai sindacati che hanno visto in questo progetto la fine della scuola italiana nazionale.

Maggioranza spaccata

Se da un lato è da ricordare che il progetto è nato sotto il Governo Renzi ed è per questo che oggi ci troviamo davanti ad uno stato avanzato dei lavori, dall’altro c’è da ricordare che si è trasformato in un progetto irrinunciabile per la Lega attualmente al Governo.

E’ anche vero, però, che da più parti esponenti del Movimento 5 Stelle hanno espresso parere negativo nei confronti della Regionalizzazione della scuola. Non ultima la Senatrice Granato che durante il suo intervento in Calabria ha ribadito la sua opposizione.

Il prtesidente della VII Commissione alla Camera, l’On Luigi Gallo, da canto suo, ha voluto ricordare ocn un comunicato ad hoc che il sistema scolastico è unico e nazionale e che “L’autonomia differenziata e la regionalizzazione di professori e presidi non è nel Contratto di Governo. I sistemi virtuosi devono essere trasferiti ai territori meno virtuosi.”

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