Docenti: quando non sono idonei per motivi di salute, assegnati ad altre funzioni

di Patrizia Del Pidio
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Con la sentenza 8081 del 2015 la Corte di Cassazione ha affermato che quando un docente non risulta più idoneo all’insegnamento per motivi di salute non deve essere posto in  malattia ma utilizzato in altre funzioni compatibili con la sua professionalità.

Con la sentenza 8081 del 2015 la Corte di Cassazione ha affermato che quando un docente non risulta più idoneo all’insegnamento per motivi di salute non deve essere posto in  malattia ma utilizzato in altre funzioni compatibili con la sua professionalità.

La sentenza della Cassazione scaturisce dal ricorso presentato da una docente che, dopo essere stata riconosciuta totalmente invalida per patologie legate agli occhi, aveva richiesto alla amministrazione di essere collocata, ai sensi dell’articolo 23 del Ccnl vigente, a svolgere altre funzioni compatibili con la sua preparazione culturale e professionale. L’amministrazione aveva provveduto, dopo 1 anno, a collocare la docente  in assenza d’ufficio per motivi di salute e soltanto dopo 2 anni, dalla prima richiesta, a svolgere compiti che fossero compatibili con la sua condizione di salute.




La docente, quindi, chiedeva al MIUR il risarcimento danni per la differenza di somme stipendiali del periodo di collocamento d’ufficio in malattia. Nonostante l’amministrazione scolastica si sia difesa adducendo i ritardi alla necessità di compiere gli accertamenti medici e burocratici, la Corte di Cassazione hanno confermato la legittimità della richiesta, ritenendo il comportamento dell’amministrazione che ha fatto trascorrere 2 anni dal momento della richiesta della docente di essere utilizzata in funzioni compatibili con la sua professionalità e con il suo stato di salute. L’aggravante, secondo la Cassazione, è l’aver posto la docente in malattia d’ufficio causandole una non indifferente riduzione dello stipendio.

La Corte fa notare che “gli unici adempimenti che l’amministrazione avrebbe dovuto porre in essere erano quelli di disporre accertamenti medici sulle condizioni di salute della docente, al fine di poterla utilizzare in altri compiti” non facendolo in tempi brevi l’amministrazione ha violato quanto contenuto nel contratto collettivo.

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