Docenti protagonisti nell’inclusione. Lettera

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Daniela Cigni, Docente di Lettere Istituto Secondaria Superiore – Oggi le classi sono sempre più eterogenee, multietniche e multiculturali. Il docente si trova di fronte ad un difficile incarico, prioritario su tutto e indispensabile punto di partenza del percorso scolastico è l’ inclusione di tutti gli alunni.

Il professore deve tener presente nella sua programmazione, oltre agli stili cognitivi, alle difficoltà di apprendimento , anche le differenza culturali, linguistiche…..

In base alla mia esperienza ho maturato la convinzione che uno degli obiettivi prioritari dovrebbe essere l’ acquisizione e la comprensione del concetto di rispetto inteso non solo come un riconoscimento dei diritti di chi ci circonda , ma come incontro, conoscenza , scambio.

Rifacendosi a “ .l’ educazione interculturale rifiuta sia la logica dell’assimilazione sia quella di una convivenza fra comunità etniche chiuse ed è orientata a favorire il confronto, il dialogo, il reciproco riconoscimento e arricchimento delle persone nel rispetto delle diverse identità ed appartenenze e della pluralità di esperienze spesso multidimensionali di ciascun italiano e non….” ( 014 C.M. 19 febbraio 2014, n. 4233 “Linee guida per l’accoglienza e l’integrazione degli alunni stranieri”) si deve allora pensare a una didattica che valorizzi le diversità e ipotizzare percorsi multiculturali . Mi sono trovata in una classe con diversi alunni stranieri e ho pensato di cercare un punto di incontro nel cibo . “Ricette dal mondo” è il titolo del percorso che ha portato alla luce tradizioni e abitudini diverse. Il cibo ci avvicina , ma nello stesso tempo è espressione di luoghi e tradizioni lontane tra loro che è interessante scoprire . C’ è chi ha raccontato a voce e descritto un piatto tipico, chi ha preferito fare presentazioni digitali dove ha inserito immagini, video , link. Ecco alcuni piatti: “tajiin”( Marocco), “Ceviche” ( Perù), “Baklava” ( Turchia), “Mahshi” ( Egitto), “ Trilece” ( Albania…) ma anche … “baci di dama”….

In questo modo il mondo lontano e sconosciuto è divenuto tangibile per tutti . E se le difficoltà linguistiche rendono molto difficoltoso il dialogo? Sarebbe ovviamente auspicabile avere un mediatore culturale di riferimento, non dico a tempo pieno, ma per un cospicuo monte orario che ci aiuti in questo difficile percorso, spesso però non è così. Cosa fare ? Si passa dai traduttori on Line , all’ amica di un’ amica che gentilmente ti traduce il tema scritto in arabo ( mi è capitato) . Insomma noi prof. siamo pronti a tutto ….Ci sono poi dei casi fortuiti dove c’ è un altro alunno , che magari conosce la stessa lingua del ragazzino/ a appena arrivato, ma ha imparato bene la nostra…. Ecco potrebbe essere un grande risorsa , avvalersi come interpreti di alunni dà buoni frutti : il nuovo arrivato si rilassa, comunica, ascolta e “ il mediatore”viene valorizzato e motivato da questo suo ruolo.

Nel panorama dei percorsi possibili anche la musica può aiutare : abbiamo sentito Ermal Fejzullahu e Butrinti Imeri cantare in albanese , abbiamo ascoltato la versione spagnola di una canzone di Tiziano Ferro….

Finisco citando “ Dietro i momenti privi di speranza ,ci sono tante speranze… Dietro il buio ci sono tanti soli…“ tratta dagli scritti di Mevlana Jalaluddin che un alunno turco ha citato svolgendo i compiti assegnati .

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