Docenti precari, supplenti brevi e saltuari: per lo stipendio basta aspettare. Lettera

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Inviata da Giuseppe Centonze -Al Ministro. Le scrive un docente precario della scuola secondaria di secondo grado, nello specifico docente di diritto in un istituto superiore della provincia di Reggio Emilia.

Abito in provincia di Bologna. Se volevo insegnare diritto ed economia, le mie materie, io oggi 56enne, dovevo decidere di allontanarmi dalla mia famiglia, per cui ho scelto di fare il pendolare tutti i giorni dalla provincia di Bologna alla provincia di Reggio Emilia.

Si chiama gavetta. Ho deciso di farla. Ho ritenuto che valesse la pena farla, se vuoi fare un lavoro che ti piace davvero, nel quale metterci tutto l’amore pedagogico che puoi e con un’importantissima funzione sociale.

Nel frattempo ho superato brillantemente tutte le prove del concorso ordinario docenti della mia classe di concorso e ho conseguito pertanto l’agognata abilitazione, che nella mia classe di concorso è fondamentale per lavorare in modo continuativo. Il tempo di festeggiare che ho scoperto che la relativa graduatoria di merito varrà solo per due anni e non sarà ad esaurimento, ma solo a scorrimento. I posti a concorso sono solo 3 in tutta la mia regione, per cui potrà scorrere finchè vuole, ma non ci sarà mai spazio per le centinaia di colleghi in graduatoria. E qui sono cominciate le mie domande:
Perché il Ministero dell’Istruzione bandisce dei concorsi ogni anno o comunque spesso se poi non decide di assumere i docenti se non attraverso le GPS e quindi a tempo determinato?

Perché continua ad alimentare il precariato invece di risolverlo e dare una base solida al sistema istruzione? Molti colleghi sono andati in pensione da precari. Perché? E’ solo una questione economica? Oppure manca una visione progettuale di lungo periodo? E in definitiva quanto conta per il Governo italiano istruire e formare adeguatamente i propri figli?

Il tempo di pormi queste domande che scopro che i miei stipendi di ottobre, novembre e dicembre 2022 sono in attesa di POS. Non sapevo neanche cosa significasse il termine POS. L’ho chiesto all’UST di Reggio Emilia, alla Ragioneria dello Stato di Reggio Emilia, a NoiPa e Istanze online. Tutti questi soggetti mi hanno spiegato che il Ministero dell’Istruzione non ha ancora messo i soldi nel borsellino che serve a pagare i miei stipendi. Ho chiesto se avevo capito bene e cioè se davvero il Ministero dell’Istruzione non avesse veramente messo i soldi per pagare precari come me “Brevi e saltuari”. Mi hanno detto che purtroppo è vero. Però hanno cercato di rassicurarmi, mi hanno detto che prima o poi i soldi li vedrò, prima o poi, che non li perdo, non li perdo, che dopotutto è sempre stato così, è sempre stato così, da decenni. Addirittura mi hanno offerto una telefonata di garanzia al mio proprietario di casa per dirgli di pazientare nella richiesta di pagamento dell’affitto. Io ho detto loro che non esiste solo il proprietario di casa, c’è anche il benzinaio dove vado a rifornire di carburante l’auto che ogni giorno mi porta da Bologna a Reggio Emilia, la società autostrade, il supermercato dove faccio la spesa, le bollette … Potevano fare una telefonata anche a loro? Mi hanno detto che questo non lo potevano fare. Ma che però non dovevo preoccuparmi, perché i soldi non li perdevo; perché non li perdo i soldi, giusto Signor Ministro?

Signor Ministro, se un docente, che nel frattempo ha anche superato  un durissimo concorso abilitante, per una graduatoria di merito che tra 2 anni sarà carta straccia, mentre continueranno le assunzioni a tempo determinato dalle GPS, e continueranno i concorsi con altre graduatorie di merito che dureranno altri 2 anni, arriva a chiedersi se basti o meno essere rassicurato che gli stipendi da precario “breve e saltuario” non li perderà, allora forse quell’idea per cui la gavetta vale la pena farla per un lavoro che ti piace e con un’importantissima funzione sociale non ha fondamenta solide su cui far poggiare il futuro dei Suoi figli.

Lei cosa ne pensa?
Non nutro molte speranze di leggerLa, ma ci provo ugualmente.
Almeno Lei lo stipendio lo percepirà sicuramente e nessuno La dovrà rassicurare che gli stipendi non li perderà. Basta aspettare, uno, due, dieci, dodici mesi, tanto funziona così da decenni, con governi di centro, di sinistra, di destra, giusto?
Buon lavoro, Signor Ministro.

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