Docenti precari senza i 174 euro al mese di Rpd, vale la pena chiedere la restituzione anche per un solo anno di supplenza: il giudice di Verona restituisce a un docente 1.200 euro più interessi

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Sentenza

Anche il docente che ha svolto una sola annualità di supplenze può chiedere la restituzione dei 174,50 euro relativi alla retribuzione professionale docenti – previsti dall’art. 7 del CCNL comparto scuola del 15.03.2001 – che lo Stato ogni mese gli ha negato: sia perché l’orientamento dei giudici si sta sempre più orientando ad accogliere i ricorsi, ritenuti più che legittimi per palese discriminazione, sia perché l’entità della somma recuperata anche per un solo contratto stipulato non è trascurabile.

Il tribunale del lavoro di Verona, fa sapere l’Anief, ha infatti appena restituito, il 19 maggio scorso, ben “1.204,53, oltre alla maggior somma fra interessi legali e rivalutazione dalla maturazione del credito sino al saldo” per la mancata assegnazione della Retribuzione professionale docente nell’anno scolastico 2017/18.

 

LA SENTENZA

Nella sentenza, il giudice tra le motivazioni ha in particolare ricordato che “la Corte di Cassazione con orientamento, espresso con ord. n. 20015/18 e confermato con ord. 6293/20, condiviso dalla prevalente giurisprudenza di merito, ha ritenuto che, “L’art. 7, comma 1, del c.c.n.l. per il personale del comparto scuola del 15 marzo 2001, che attribuisce la “retribuzione professionale docenti” a tutto il personale docente ed educativo, si interpreta – alla luce del principio di non discriminazione di cui alla clausola 4 dell’accordo quadro allegato alla direttiva 1999/70/CE – nel senso di ricomprendere nella previsione anche tutti gli assunti a tempo determinato, a prescindere dalle diverse tipologie di incarico previste dalla l. n. 124 del 1999”. 

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