Docenti precari protestano al Ministero con penne rosse e forbicioni. Sotto accusa tagli, ferie non godute e licei quadriennali

di redazione
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red – Giorno 6, insieme agli studenti hanno manifestato anche i docenti precari del "Coordinamento scuole Roma". Mentre si taglia per adeguarsi all’Europa, l’Europa multa l’Italia per non aver assunto 137.000 precari.

red – Giorno 6, insieme agli studenti hanno manifestato anche i docenti precari del "Coordinamento scuole Roma". Mentre si taglia per adeguarsi all’Europa, l’Europa multa l’Italia per non aver assunto 137.000 precari.

Lo slogan della manifestazione è stato: "Penne all’arrabbiata: i docenti che non firmano più in bianco!". Ed era scritto "rosso su bianco" in uno striscione davanti al MIUR.

Sotto accusa non solo i tagli del passato, ma anche quelli del futuro. La protesta si concentra soprattutto contro quella sperimentazione per la decurtazione di un anno delle superiori che rischia di far saltare altre 40mila cattedre.

Altra questione, le ferie non godute "Non capiamo – ha affermato il leader Cori – perché i precari non debbano aver diritto al risarcimento delle ferie, solo perché i nostri contratti vanno da settembre a giugno".

"Carrozza si pone in continuità con le politiche precedenti, con un’ottica di tagli, che vuole affrontare la questione del contratto solo dalla parte normativa. Noi invece – conclude – con le penne rosse vogliamo dire di essere stanchi di essere valutati con i test Invalsi, mentre loro non vengono valutati"

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