Docenti precari hanno diritto a progressione carriera, ANIEF: MIUR risarcirà 32 precari storici

di redazione
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comunicato ANIEF – “Non riconoscere alle ricorrenti la progressione stipendiale legata all’anzianità – si legge nelle tante sentenze emanate dai tribunali piemontesi – realizza una disparità di trattamento non sorretta da ragioni oggettive […] e, come tale, contrastante con i principi comunitari in materia di lavoro a tempo determinato così come interpretati dalla Corte di Giustizia”.

Le docenti, infatti, tra cui molte docenti precarie da più di un decennio, hanno lavorato alle dipendenze del MIUR con continuità “sviluppando esperienza e professionalità pari a quelle maturate dai colleghi ugualmente qualificati ma assunti a tempo indeterminato”, ma, proprio in ragione della natura a termine del contratto stipulato con il Ministero, sono state sistematicamente retribuite applicando lo stipendio tabellare iniziale. Le sentenze ottenute dall’Anief hanno chiarito ancora una volta che il “rilevato contrasto con il diritto comunitario della normativa nazionale in punto di trattamento economico del personale non di ruolo, ovverosia dell’art. 526 d. lgs. 297/94, ne impone la disapplicazione”.

Per l’effetto, alle docenti è stato “riconosciuto il diritto alla progressione economica e alle correlate differenze retributive maturate in ragione dell’anzianità di servizio” con condanna del MIUR “a corrispondere a ciascuna ricorrente le differenze sulle retribuzioni arretrate, oltre alla maggior somma tra rivalutazione monetaria ed interessi legali dalle singole maturazioni al saldo” per un totale, comprensivo della condanna al pagamento delle spese di giudizio, che supera i 150.000 Euro.

L’Anief, nella sua piattaforma rivendicativa in cui organizza lo sciopero del prossimo 14 novembre con manifestazione a Roma presso Piazza Monte Citorio, ha ribadito nuovamente la necessità di adeguare la normativa interna ai dettami europei e riconoscere, finalmente, ai lavoratori precari pari dignità anche a livello stipendiale. Per ottenere la tutela dei propri diritti non solo in tribunale è necessario mobilitarsi e scendere in Piazza per richiedere a gran voce il rispetto dei lavoratori precari della scuola, il riconoscimento del diritto alla medesima progressione stipendiale applicata ai lavoratori a tempo indeterminato e l’immediata stabilizzazione di quei lavoratori che hanno già superato i 36 mesi di servizio con ripetuti contratti a termine.

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