Docenti precari in calo dal 2006/07, effetto tagli

di redazione
ipsef

dp – Se prendessimo solo il nudo dato, potremmo cogliere un aspetto positivo del fenomeno: i precari che quest’anno hanno lavorato nelle scuole sono solo il 14% del totale dei docenti. Addirittura, potremmo anche gridare allo scandalo, se si guarda il solito dato nord-sud, dal momento che al Sud il personale docente si è andato assottigliando negli anni… se dietro non ci fossero i tagli di questi ultimi anni.

dp – Se prendessimo solo il nudo dato, potremmo cogliere un aspetto positivo del fenomeno: i precari che quest’anno hanno lavorato nelle scuole sono solo il 14% del totale dei docenti. Addirittura, potremmo anche gridare allo scandalo, se si guarda il solito dato nord-sud, dal momento che al Sud il personale docente si è andato assottigliando negli anni… se dietro non ci fossero i tagli di questi ultimi anni.

Se guardiamo i dati forniti dal servizio statistico del MIUR nel 2010/11, rispetto al 2006/07 c’è stato un calo di personale docente (a tempo indeterminato e determinato) di meno 72.996. Il calo maggiore si riscontra nella scuola di II grado con un meno 279mila cattedre, seguita dalla scuola di I grado con 236.679 unità e la primaria con 21.998 unità.

Se passiamo al dato relativo ai docenti precari, possiamo constatare nel 2010/11 un calo complessivo di meno 36.619 cattedre rispetto al 2006/07. Il calo maggiore si riscontra sempre tra i docenti della secondaria di II grado con un meno 14mila posti, seguiti questa volta dalla primaria con 11.108 posti tagliati e dalla secondaria di I grado con 8.445 posti.

Appare chiaro dall’incrocio dei dati che il peso dei tagli è stato sobbarcato soprattutto dai docenti precari, evidentissimo soprattutto se si guarda il dato della primaria che mostra un calo inferiore rispetto agli altri due ordini di scuola, ma è al secondo posto per calo di docenti precari in cattedra. Se poi guardiamo il dato regionale, appare chiaro che il peso sia stato pagato soprattutto dai docenti precari del Sud. Difatti, ad esempio, in Emilia-Romagna il dato dei docenti precari che lavorano negli anni è rimasto pressappoco invariato, dal 23,5% del 2006/07 al 19,5%, mentre in Campania il mentre il numero dei precari lasciati a casa cresceva, diminuiva il numero dei precari nelle scuole, giungendo fino ad un 6,8%.

E ciò nonostante in questi anni, come dimostrato da una sentenza del Consiglio di Stato che ha condannato il MIUR, sia stato favorito il Nord nelle immissioni in ruolo.

I dati sul personale docente

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