Docenti precari, aspettativa retribuita negata per dottorati di ricerca

di Elisabetta Tonni
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Il dottorato di ricerca non dà diritto ai permessi per i docenti supplenti. A stabilire questo principio è la sentenza n.3096/2018 della Corte di Cassazione.

A mettere in moto la macchina della giustizia era stato un docente precario che aveva attivato l’aspettativa per seguire un dottorato di ricerca chiedendo (e ottenendo con le sentenze di primo e secondo grado) il pagamento dello stipendio.

I giudici della Suprema Corte hanno invece ribaltato l’esito delle sentenze precedenti, perché, come si legge anche su Italia Oggi, la fruizione dell’aspettativa retribuita per dottorato di ricerca è vincolata alla permanenza in servizio del dipendente pubblico per i contratti a termine almeno altri per due anni dopo la cessazione del triennio in corso. A determinare l’impossibilità della richiesta sarebbe la durata dei contratti per i precari che nel caso della scuola non vanno oltre i dodici mesi.

Secondo i giudici con l’ermellino non ci sarebbe illegittimità di trattamento rispetto ai docenti di ruolo a cui invece è concessa l’aspettativa per il dottorato di ricerca che oltretutto risulta compatibile con la normativa europea.

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