Docenti Precari Alto Adige. Incontro al Miur e nuove imminenti iniziative

di redazione
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Inviato da Enrico Palazzi – Per il Ministero altre misure di intervento non sono ipotizzabili, nemmeno quella, da noi richiesta, di partecipare alla nuova fase di assunzione nazionale, da cui la Provincia di Bolzano risultava ancora una volta esclusa, anche per la copertura dei posti per i quali nel resto del Paese non si sono trovati insegnanti (15.000 posti ancora liberi).

Non possiamo non rispondere che l’offerta, rimarcando nuovamente la DISPARITÀ DI TRATTAMENTO rispetto ai colleghi di tutto il resto d’Italia, CI LASCIA FORTEMENTE INSODDISFATTI non solo in qualità di docenti, ma anche di CITTADINI ITALIANI!

Vogliamo ricordare a tutti che siamo nelle graduatorie ad esaurimento appunto per il fatto di aver superato PROVE CON VALORE CONCORSUALE, come il corso-concorso della Scuola di specializzazione biennale per l’insegnamento secondario: questo titolo è valso a tutti i docenti d’Italia l’assunzione in ruolo!

A noi docenti delle GAE altoatesine si viene ora a dire che dovremo superare un nuovo concorso, come se la nostra provenienza territoriale rappresentasse un motivo di deprezzamento da pagarsi con raddoppiate prove da superare allo scopo di ottenere un lavoro e con mancate tutele da parte dello Stato!

Le garanzie costituzionali sono, nei nostri riguardi, in questo momento, CONGELATE.

L’accordo politico tra SVP e PD ci tiene di fatto IN OSTAGGIO.

Come ITALIANI dell’Alto Adige non ci sentiamo più garantiti.

Da QUESTO MOMENTO in avanti il problema non tocca più, com’è evidente, solo i docenti delle GAE della scuola italiana e dei precari, ma TUTTA la comunità di lingua italiana!

Noi andremo fino in fondo: percorreremo sino agli ultimi gradi le vie giudiziali e moltiplicheremo da subito le nostre iniziative politiche e mediatiche, sia a livello locale che nazionale!

Il sistema fondamentale delle norme che tutelano l’UGUAGLIANZA dei cittadini davanti alla Legge NON SI TOCCA!!!!

Per il Coordinamento,

Il portavoce,

prof. Enrico Palazzi

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