Docenti precari, alla fine la spunta Bianchi: M5S e Lega sono scontenti. Il piano del Ministro guarda a settembre e non solo

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Chi fa da sé fa per tre. O quasi. Potrebbe essere questa l’angolazione giusta per inquadrare la giornata del 20 maggio, che ha visto una significativa svolta relativa al reclutamento dei docenti: è stato approvato in Consiglio dei Ministri il decreto sostegni bis, che comprende una semplificazione dei concorsi per la scuola e la famosa fase transitoria per assumere i precari. Parallelamente si è firmato il Patto per la scuola, un accordo fra Governo e sindacati che ricalca diversi punti già presenti sul testo del decreto sostegni bis.

Dunque passa la linea Bianchi, che è riuscito a trovare una sorta di sintesi fra le posizioni, opposte, di M5S e Lega.

La linea Bianchi: una sintesi per settembre e non solo

La sintesi che alcune settimane fa l’inquilino di Viale Trastevere aveva chiesto a tutte le forze politiche della maggioranza, bloccate dalla famosa guerra de concorsi fra i pentastellati e i leghisti, alla fine è arrivata dallo stesso Bianchi.

Assunzione precari

Con il pacchetto varato, spiega lo stesso ministero, saranno assunti, nel corso di questa estate, sulle cattedre vacanti e disponibili, insegnanti presenti nelle graduatorie a esaurimento e in quelle di merito dei concorsi degli scorsi anni. Insieme a loro, andranno in cattedra i vincitori del concorso straordinario per la scuola secondaria di primo e secondo grado in via di conclusione che saranno assunti anticipatamente rispetto ai tre anni inizialmente stabiliti. Per le ulteriori cattedre che risulteranno ancora vacanti, sarà previsto, sia per i posti comuni che per il sostegno, a cui sarà data particolare attenzione, un percorso concorsuale che prevede l’assunzione a tempo determinato di docenti abilitati e specializzati presenti nella prima fascia GPS che abbiano, oltre al titolo, anche almeno 36 mesi di servizio negli ultimi dieci anni: alla fine dell’anno di formazione dovranno sostenere una prova di fronte ad una commissione esterna alla scuola dove hanno prestato servizio. In caso di valutazione positiva, saranno assunti a tempo indeterminato. Alla prima fascia GPS potranno iscriversi anche coloro che avranno completato il loro percorso di specializzazione sul sostegno entro il prossimo 31 luglio.

Concorsi ordinari semplificati

Per quanto riguarda i concorsi ordinari, partirà subito quello relativo alle discipline Stem, – Fisica, Matematica, matematica e fisica, scienze e tecnologie informatiche per la scuola secondaria di secondo grado.

Alla luce della normativa sui concorsi approvata recentemente (decreto legge 44 del 2021), la procedura ‘STEM’ sarà più rapida: ci saranno una prova scritta a risposta disciplinare multipla e una prova orale, poi si procederà con la graduatoria. L’obiettivo è assumere quanto prima su queste materie per portare nuove leve nella scuola e coprire le numerose cattedre ormai vuote nell’area scientifica.

A seguire il resto dei concorsi ordinari, ovvero le altre classi di concorso della secondaria e l’infanzia e primaria. Dovranno essere su base annuale e, anche questi, semplificati, in modo da velocizzare gli ingressi, garantendo comunque una selezione, e coprire i vuoti lasciati dai pensionamenti. I nuovi concorsi avranno prova scritta a risposta disciplinare multipla, prova orale, valutazione dei titoli e, a valle, la graduatoria. La formula prevista sarà utilizzata anche per i concorsi già banditi nel 2020.

M5S e Lega insoddisfatti

Dicevamo che la direzione intrapresa da Patrizio Bianchi non soddisfa il Movimento Cinque Stelle: “Il decreto Sostegni-bis approvato stamattina dal Consiglio dei Ministri contiene finalmente l’avvio del concorso ordinario: sono oltre 500 mila i candidati che attendevano speranzosi questa importantissima notizia“, commenta la sottosegretaria pentastellata Barbara Floridia, che però ammette: “Il decreto prevede, però, una procedura di reclutamento straordinaria per i docenti precari che non possiamo condividere anche se siamo riusciti ad inserire una valutazione finale seria e meritocratica effettuata da una commissione di esame terza e obiettiva”.

Dal polo opposto, la Lega, si dice anzi delusa: “sacrosante le assunzioni per i vincitori dei vecchi concorsi e per talune categorie di insegnanti che aspettavano da tempo immemore, ma il problema del precariato storico è stato praticamente ignorato. Non è possibile limitarsi alla prima fascia delle gps, non è possibile limitare le stabilizzazioni solo a poche migliaia di precari senza peraltro prevedere alcun percorso abilitante. Questo provvedimento va assolutamente emendato in Aula, così proprio non può avere la mia approvazione“, dice Rossano Sasso, l’altro sottosegretario al Ministero dell’Istruzione.

Molto critico anche il responsabile scuola della Lega Mario Pittoni: “Avevamo individuato sedici diverse situazioni dei docenti e suggerito, caso per caso, la possibile soluzione di casi che complessivamente coinvolgono centinaia di migliaia di insegnanti. Nessuna risposta concreta. Daremo battaglia”.

C’è anche il Patto per l’Istruzione

Il decreto sostegni bis dunque sembra iniziare il percorso del recovery plan, precisamente della missione 4 Istruzione e ricerca. Ma senz’altro è il primo banco di prova per valutare come concretizzare il Patto per l’Istruzione, firmato proprio nel tardo pomeriggio di oggi dal Governo e dalle organizzazioni sindacali.

L’accordo è stato condotto dunque parallelamente alla trattativa del decreto sostegni, proprio per trovare la quadra definitiva sul percorso per il reclutamento e i concorsi. Certamente, come ha detto lo stesso Ministro Bianchi, “questo Patto è la base per gli sviluppi successivi. Vogliamo andare avanti e quindi prendiamo questo come un punto di partenza. Un punto di partenza che abbiamo costruito insieme, per rimettere la scuola al centro del Paese“.

Adesso però i sindacati vogliono vederci chiaro: senza dubbio la decisione accoglie in parte molte delle richieste avanzate nei mesi scorsi. Tuttavia, si attendono i tavoli tematici per definire i dettagli di un’operazione che dovrebbe garantire, nell’idea del Ministro dell’Istruzione, un avvio più regolare del prossimo anno scolastico.

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