Docenti precari abilitati, il M5S è favorevole: aggiornare le GaE subito come prevede la legge

di redazione
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Comunicato Anief – Il primo partito di maggioranza apre alla possibilità per decine di migliaia di insegnanti non di ruolo di integrare i loro punteggi e cambiare provincia di collocazione, per agevolare la loro assunzione in località dove risultano posti disponibili: dopo il rinvio del 2018, stavolta l’aggiornamento “non è procrastinabile”, hanno spiegato i rappresentanti pentastellati.

Per il sindacato è fondamentale anche la loro contestuale riapertura immediata, al fine di sopperire al copioso turn over che aspetta il settore in estate. E per rivitalizzare il doppio canale di reclutamento: in caso contrario, le immissioni in ruolo andrebbero anche quest’anno deserte.

Marcello Pacifico (Anief): Bene fa il M5S, che pure inizialmente aveva votato il blocco quinquennale sulla mobilità e la proroga dell’aggiornamento delle GaE al decreto semplificazione poi bloccato dal Quirinale, a ravvedersi, permettendo così ai 25 mila docenti inseriti nelle GaE di poter prendere il ruolo con l’attuale aggiornamento.

Rimane viva l’incertezza sull’aggiornamento delle graduatorie ad esaurimento, che secondo la normativa deve svolgersi nella prossima primavera. Nel Decreto Semplificazioni, approvato di recente, si era tentato di inserire una proroga della validità delle attuali graduatorie: “tentativo fallito anche se esponenti di Governo affermano che il provvedimento sarà inserito in un prossimo decreto”, scrive oggi Orizzonte Scuola.

“Ad oggi – continua la rivista – l’aggiornamento si svolgerà e sarà particolarmente complicato per infanzia e primaria, se la decisione dell’Adunanza Plenaria del 20 febbraio prossimo dovesse rivelarsi a favore dell’inclusione dei docenti diplomati magistrale entro l’a.s. 2001/02 nelle GaE. Il cambio provincia, in quel caso, potrebbe veramente provocare un ribaltamento delle attuali posizioni assunte in graduatoria”. A schierarsi per l’immediato aggiornamento delle GaE è anche il M5S, secondo il quale “non è procrastinabile. Nonostante avvenga in concomitanza di varie procedure concorsuali non sarebbe giusto negare un diritto a chi è iscritto”. Un pensiero confermato dall’ex deputata Silvia Chimienti che afferma di essere in costante contatto con l’on. Lucia Azzolina (M5S).

Anche Anief ribadisce la necessità dell’aggiornamento e di una contestuale loro riapertura immediata, per sopperire al copioso turn over che aspetta il settore in estate. E per rivitalizzare, in questo modo, anche il doppio canale di reclutamento, alla luce anche del ritorno, voluto dall’esecutivo, dei vecchi concorsi e l’abuso dei contratti a termine subìto dai precari chiamati dalle graduatorie d’istituto nell’ultimo triennio dopo l’approvazione della Buona Scuola, oltre che della fine dei concorsi riservati per i supplenti con 36 mesi.

“Nella passata legislatura – ricorda Marcello Pacifico, presidente nazionale Anief – proprio dall’attuale primo partito della maggioranza giallo-verde fu organizzato un convegno in Parlamento aperto alla società civile e alle associazioni e sindacati, durante il quale si chiese in maniera chiara e semplice, e per lo più, trovando il consenso di molti parlamentari presenti, di estendere il doppio canale di reclutamento alle graduatorie d’istituto trasformate in provinciali o di aprire – questa con meno entusiasmo sempre dei parlamentari presenti – le graduatorie ad esaurimento. Di entrambe le proposte se ne fece portavoce anche Anief e forse con maggior convinzione tuttavia oggi è sotto gli occhi di tutti come sia la riapertura delle GaE sia il reclutamento da graduatorie d’istituto possano rappresentare l’unica soluzione percorribile”.

“Ancora di più – continua Pacifico – se pensiamo al prossimo grande turn over previsto nella scuola, che tra pensionamenti d’ufficio e quota 100 a settembre si vedrebbe privata forse anche di 70 mila docenti. Per non parlare delle 33 mila immissioni in ruolo andate deserte la scorsa estate proprio per la mancata riapertura delle GaE. Bene fa, dunque, il M5S, che pure inizialmente aveva votato il blocco quinquennale sulla mobilità e la proroga dell’aggiornamento delle GaE al decreto semplificazione poi bloccato dal Quirinale, a ravvedersi, permettendo così ai 25 mila docenti inseriti nelle GaE di poter prendere il ruolo con l’attuale aggiornamento”.

“Anche perché a questi numeri bisogna aggiungere altri 50 mila docenti risultati idonei dai precedenti concorsi pubblici, a quali bisogna poter consentire la scelta di un ulteriore repentino assorbimento, come anche ai docenti inseriti nelle graduatorie regionale di merito ad esaurimento. Pure in questo caso, tra l’altro, rimarrebbero comunque scoperti ancora altri 75 mila posti, che potrebbero essere assegnati da subito proprio ai docenti abilitati non ancora inseriti nelle GaE o ancora non abilitati, ma con 36 mesi di servizio e un anno di prova abilitante, come l’attuale terzo del Fit – conclude il sindacalista – appena collocato in pensione”.

Anief ricorda che l’ultimo aggiornamento delle graduatorie ad esaurimento risale all’anno 2014: previsto per il triennio 2014/17, è stato successivamente prorogato di un anno, con la Legge 25 febbraio 2016 n. 21. Un’altra proroga non sarebbe tollerabile: sia perché voluta per gli infondati motivi di continuità didattica sia perché introdotta, come ha riferito la stampa specializzata, per assicurare allo Stato un “risparmio di spesa per le segreterie scolastiche e gli uffici Scolastici”, oltre che per “cristallizzare” la “situazione molto delicata” relativa “alle graduatorie ad esaurimento di infanzia e primaria, nelle quali i docenti inseriti con riserva attendono l’esito dell’Adunanza Plenaria del 20 febbraio e dell’udienza della Corte di Cassazione del 12 marzo”. Nessuno al Miur rende pubblici, invece, i vantaggi dell’aggiornamento immediato delle GaE: il cambio di provincia dei candidati, sulla base dei posti vacanti e disponibili, oltre che l’assunzione di quelli già inseriti.

Il sindacato prosegue la battaglia, nel frattempo, anche dinanzi ai giudici, chiedendo l’applicazione in Italia della Direttiva 1999/70/CE, creata da Bruxelles proprio per contrastare l’abuso di precariato nei Paesi membri. Nelle passate settimane, pure l’avvocato generale Szpunar della Curia europea si era detto d’accordo con le tesi della Commissione UE e del docente ricorrente Rossato, il quale, una volta assunto in ruolo, chiedeva giustamente il risarcimento per la reiterazione ingiustificata dei contratti a termine. Il tutto, in attesa degli esiti della sentenza C-331/17 Sciotto, della Corte di Giustizia Europea il 25 ottobre scorso, la quale andrà a verificare la liceità della conversione automatica dei contratti da tempo determinato in indeterminato se il rapporto di lavoro perdura oltre 36 mesi anche non continuativi su posto vacante.

Anief invita quindi il personale precario interessato a pre-aderire al ricorso gratuito per il personale di ruolo interessato ad ottenere dalle due alle dodici mensilità di risarcimento in caso di pronuncia conforme della Corte di giustizia e di superamento delle sentenze della Corte suprema italiana. Per aderire vai sul Portale Anief. Inoltre, Anief continua la battaglia giudiziaria per l’immissione in ruolo per chi ha svolto almeno 36 mesi di supplenze su posto vacante e disponibile ed è ancora precario: gli interessati possono consultare il portale Anief.

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