Stipendi più alti ai docenti con più responsabilità e nuove mansioni, è previsto nel Recovery Plan

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Il Recovery Plan prevede per il capitolo istruzione e ricerca un maggior carico di responsabilità e nuove mansioni per gli insegnanti, ovvero una vera e propria carriera docenti, che vedrebbe, in base al ruolo e alle responsabilità, aumenti di stipendio.

Il Recovery Plan italiano è stato approvato dal Consiglio dei Ministri con l’astensione di Italia Viva. Con una dotazione di 222 miliardi il Pnrr, il Piano Nazionale di Ripresa e Resilienza, spazia su diversi progetti per fare dell’Italia un Paese più moderno, più digitale, più sostenibile e più inclusivo.

Per il capitolo Istruzione e ricerca sono 28,49 i miliardi previsti nel Recovery. Di questi 16,72 per ‘Potenziamento delle competenze e diritto allo studio’ e 11,77 per il punto ‘Dalla ricerca all’impresa’.

La missione 4 del Recovery Plan dedicato a istruzione e ricerca per quanto riguarda il potenziamento delle competenze di diritto allo studio, prevede anche un paragrafo intitolato Competenze STEM e multilinguismo.

In piano del Recovery, in tal senso, punta alla valorizzazione del personale docente per arrivare a livelli soddisfacenti del progetto scuola 4.0.

Le azioni sono volte a colmare il deficit di competenze che limita il potenziale di crescita del nostro Paese e la sua capacità di adattamento alle sfide tecnologiche e ambientali. Si agisce sul potenziamento della didattica e su qualità e diritto allo studio. Formare il futuro è un lavoro difficilissimo con alte responsabilità che deve essere accompagnato e valorizzato nel tempo“, si legge sulla bozza del documento, che poi si sofferma sulla valorizzazione del personale docente, richiamando un concetto già espresso nell’atto di indirizzo della Ministra Azzolina, ovvero la carriera del docente.

Recovery Plan, oltre 28 miliardi per l’istruzione: ecco cosa è previsto

Secondo il Governo, puntare sulla carriera del docente potrebbe risultare fondamentale come stimolo per gli insegnanti e di conseguenza avere ricadute sull’offerta formativa.

Ecco perché, “si deve quindi costruire una carriera docente dando l’opportunità ai docenti più dinamici e capaci di assumere responsabilità all’interno della scuola, accompagnata alla possibilità di crescere in ruolo. Potranno avere funzioni di coordinamento, progettazione o formazione dei loro colleghi e per le loro mansioni aggiuntive e per la qualifica raggiunta avranno una retribuzione mensile maggiore. I migliori docenti del Paese potranno dedicare alcuni anni a inizio o fine carriera all’insegnamento in scuole svantaggiate”.

E ancora: “Si incoraggerà la mobilità dei docenti (e la loro permanenza) presso aree svantaggiate o scuole con particolari criticità socio-economiche; sarà premiato il miglioramento delle scuole rispetto ai parametri più critici (inclusi gli apprendimenti certificati da test INVALSI).  Si sostiene l’autonomia scolastica valorizzando docenti e dirigenti e il ruolo attivo di studenti e genitori nella vita scolastica e nella progettazione dei piani di offerta formativa“.

Infine, “il Progetto Scuola 4.0 attraverso un massiccio intervento di innovazione e digitalizzazione delle strutture scolastiche (es. cablaggio, nuove aule e laboratori) darà una importante spinta agli investimenti e avrà un ruolo abilitante su molti interventi del cluster, contribuendo a renderli più efficaci“.

BOZZA

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