Docenti più formati, più pagati, meno stressati e più giovani: l’Europa disegna la nuova professione docente che l’Italia dovrà realizzare entro il 2030

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La Risoluzione del Consiglio su un quadro strategico per la cooperazione europea nel settore dell’istruzione e della formazione verso uno spazio europeo dell’istruzione e oltre (2021-2030) 2021/C 66/01 pone le basi programmatiche che i vari Paesi dovranno recepire per disegnare la nuova figura della professione docente. Si tratta di priorità strategiche a cui i vari Paesi europei dovranno uniformarsi per portare le strategie programmatiche all’attuazione entro il 2030. Insomma si prospetta un decennio di riforme. Insomma l’Europa programma il nuovo profilo del personale docente e saranno questi gli indirizzi che verranno recepiti con interventi legislativi mirati dal nostro Paese con delle riforme strutturali inevitabili.

La parola chiave si chiama competenza

Al punto 3 della priorità strategica della citata Risoluzione si afferma che i docenti, i formatori, il personale pedagogico e della scuola, così come i leader nel settore dell’istruzione e della formazione, a tutti i livelli, sono al centro dell’istruzione e della formazione. Per sostenere l’innovazione, l’inclusione, la qualità e i risultati nell’istruzione e nella formazione, gli educatori devono essere altamente competenti e motivati, il che richiede una serie di opportunità di apprendimento professionale e sostegno lungo tutto l’arco della loro carriera. Occorre prestare più che mai attenzione al benessere dei docenti, dei formatori e del personale della scuola nei sistemi di istruzione e formazione, fattore importante anche per la qualità dell’istruzione e della formazione, in quanto incide non solo sulla soddisfazione dei docenti ma anche sulla qualità dell’insegnamento.

La professione docente deve essere attrattiva e va valorizzata e svecchiata

Si afferma che “è inoltre necessario aumentare l’attrattività della professione di docente e rivalorizzarla; questo aspetto è sempre più importante in un momento in cui i paesi dell’UE si trovano ad affrontare carenze di docenti e l’invecchiamento del corpo docente .

Alcune azioni concrete che dovranno essere recepite

Nel documento si propongono le 12 azioni concrete che anche l’Italia dovrà attuare.

i) Potenziare il reclutamento e la selezione dei candidati migliori e più idonei alla professione di docente e pedagogo a tutti i livelli e per tutte le tipologie di istruzione e formazione.

ii) Migliorare l’attrattiva e il prestigio della professione di docente e pedagogo, tramite la sua rivalorizzazione in ambito sociale e anche in termini finanziari, altresì mediante il previsto premio europeo per l’insegnamento innovativo.

iii) Valutare la possibilità di elaborare linee guida europee per lo sviluppo di quadri di riferimento nazionali per la carriera e l’orientamento lungo tutto l’arco della vita, sostenendo in tal modo l’avanzamento di carriera dei professionisti dell’istruzione scolastica.

iv) Valutare la possibilità di elaborare strumenti strategici sotto forma di quadri di competenza dei docenti al fine di accrescere la pertinenza dei percorsi iniziali di formazione per insegnanti, oltre che lo sviluppo di opportunità di formazione professionale continua, nonché di fornire orientamenti ai docenti nello sviluppo della loro carriera.

v) Sostenere la formazione iniziale, l’entrata in servizio e la formazione professionale continua a tutti i livelli, soprattutto per affrontare la crescente diversità dei discenti e i loro bisogni specifici, per combattere l’abbandono dell’istruzione e della formazione al fine di promuovere l’apprendimento basato sul lavoro, nonché per sostenere lo sviluppo di competenze digitali di base e avanzate e pedagogie innovative, anche garantendo che la formazione dei docenti si occupi delle loro competenze a insegnare in contesti digitali.

vi) Creare reti di istituti di formazione dei docenti, tramite la proposta di accademie dei docenti Erasmus, per favorire comunità di pratica, offrire ai docenti opportunità di apprendimento, sostenere l’innovazione e informare le politiche nazionali ed europee in materia di formazione dei docenti.

vii) Sostenere la promozione dell’eccellenza nell’insegnamento a tutti i livelli di istruzione e formazione mediante l’organizzazione efficace dell’apprendimento e incentivi strutturali, promuovendo adeguati meccanismi di sostegno, infrastrutture, materiali didattici e formazione dei docenti basata sulla ricerca, oltre a esplorare nuovi modi per valutare la qualità della formazione dei docenti.

viii) Sostenere i docenti e i formatori nella gestione della diversità linguistica e culturale negli istituti di istruzione e formazione.

ix) Valutare la possibilità di elaborare un quadro strategico per aumentare la quantità e la qualità della mobilità per l’apprendimento dei docenti in Europa sulla base delle loro reali esigenze di mobilità.

x) Elaborare misure e creare meccanismi per migliorare le condizioni di lavoro e affrontare lo stress da lavoro, al fine di promuovere il benessere dei docenti, dei formatori e del personale pedagogico e della scuola.

xi) Adoperarsi per ridurre gli squilibri di genere a tutti i livelli e in tutte le tipologie di professioni connesse all’istruzione e alla formazione.

xii) Garantire che i programmi di istruzione e formazione dei docenti e dei formatori preparino altresì i docenti e i formatori a tutti i livelli e in tutte le tipologie di programmi di istruzione e formazione al loro ruolo chiave di fornire ai discenti le competenze per vivere, lavorare e contribuire allo sviluppo sostenibile e di accrescere il benessere e la salute mentale di tutti i discenti.

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