Docenti perdenti posto: ecco come avviene il trasferimento. Differenze tra chi“condiziona” la domanda e chi partecipa a domanda

Una utile guida sulle conseguenze del modo in cui i docenti perdenti posto compilano la domanda di trasferimento. 

SE IL DOCENTE HA INDICATO “NO” ALLA DOMANDA SE VUOLE PARTECIPARE AL TRASFERIMENTO A DOMANDA

In questo caso avendo il docente “condizionato” la domanda si garantisce il rientro con precedenza nella scuola di attuale titolarità, qualora non dovesse essere riassorbito subito, anche per i successivi otto anni purché produca ogni anno domanda di trasferimento per rientrare nella sede di precedente titolarità e mantiene così il diritto al punteggio relativo alla continuità di servizio (compreso quello dell’eventuale bonus dei 10 punti).

Ecco cosa può succedere nel corso dei movimenti:

1. Si libera un posto nella attuale scuola ma c’è disponibilità in altre scuole

Se si libera un posto nella scuola di attuale titolarità (es. pensionamento,trasferimento di un collega…) il docente viene automaticamente riassorbito e la sua domanda di trasferimento condizionata viene di fatto annullata e non verranno così valutate eventuali preferenze espresse nel modulo domanda anche qualora ci fosse tra queste un posto disponibile.

2. Non si libera il posto nella attuale scuola ma c’è disponibilità in altre scuole

Se non si libera un posto nella scuola di attuale titolarità il sistema valuterà l’ordine delle preferenze eventualmente espresse dal docente come in una normale domanda di trasferimento volontario.

Qualora ci fosse il posto in una di queste preferenze, il sistema lo accontenterà nel trasferimento risultando così docente “trasferito a domanda condizionata”.

Attenzione! il docente in questo caso partecipa con il proprio punteggio del trasferimento a domanda e senza alcuna precedenza rispetto ad altri docenti che hanno espresso le stesse preferenze (e che lo possono quindi precedere sulle stesse).

3. Non si libera il posto nella attuale scuola e non c’è disponibilità in altre scuole

In ultimo, se non si libera un posto nella scuola di attuale titolarità e il docente non viene soddisfatto per alcuna delle eventuali preferenze espresse in quanto non disponibili ovvero da assegnare ad aspiranti che lo precedono, il docente medesimo viene trasferito d’ufficio, con il punteggio ottenuto nella graduatoria interna d’istituto:
a) nel comune di titolarità, nel corso della fase comunale;
b) in subordine, in una scuola del comune più vicino a quello di precedente titolarità sempre sulla base dell’apposita tabella di viciniorietà all’uopo
predisposta e pubblicizzata prima dell’effettuazione dei movimenti, all’inizio della fase intercomunale;
c) in ultimo, se non trova posto rimane in soprannumero sulla provincia.

SE IL DOCENTE HA INDICATO “SÌ” ALLA DOMANDA SE VUOLE PARTECIPARE AL TRASFERIMENTO A DOMANDA

In questo caso avendo il docente risposto “SÌ” vuol dire che non ha alcun interesse a permanere nella scuola o istituto in cui è al momento titolare,anche nel caso si dovesse da subito ricreare il posto, ed intende pertanto partecipare prioritariamente al movimento a domanda.

Ecco cosa può succedere nel corso dei movimenti:

1. Si libera un posto nella attuale scuola ma c’è disponibilità in altre scuole

Se si libera un posto nella scuola di attuale titolarità (es. pensionamento,trasferimento di un collega…) ma nello stesso tempo c’è disponibilità in una delle preferenze espresse nella domanda, il docente non viene riassorbito e ottiene, a domanda, una delle preferenze espresse.

2. Si libera un posto nella attuale scuola e non c’è disponibilità in altre scuole

Se il docente non viene invece soddisfatto per alcuna delle preferenze espresse in quanto non disponibili ovvero da assegnare ad aspiranti che lo precedono e contemporaneamente però si riforma il posto nell’attuale scuola di titolarità (es. pensionamento, trasferimento di un collega…), in questo caso, non essendoci disponibilità nelle preferenze espresse viene comunque riassorbito nella sua attuale scuola e viene meno la sua posizione di soprannumero.

3. Non si libera il posto nella attuale scuola e non c’è disponibilità in altre scuole

In ultimo, se il docente non viene soddisfatto per alcuna delle preferenze espresse in quanto non disponibili ovvero da assegnare ad aspiranti che lo precedono e non si riforma il posto nell’attuale scuola di titolarità, si dà corso al trasferimento d’ufficio con il punteggio ottenuto nella graduatoria interna d’istituto,:
a) nel comune di titolarità, nel corso della fase comunale;
b) in subordine, in una scuola del comune più vicino a quello di precedente titolarità sempre sulla base dell’apposita tabella di viciniorietà all’uopo predisposta e pubblicizzata prima dell’effettuazione dei movimenti,all’inizio della fase intercomunale;
c) in ultimo, se non trova posto rimane in soprannumero sulla provincia.

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