Docenti in pensione che rientrano a scuola gratis: finirà il fenomeno con l’organico funzionale?

di Giulia Boffa

Era successo a Brescia due anni fa, ora il fenomeno si sta allargando anche ad altre realtà italiane, come Salerno e Alto Adige.

Era successo a Brescia due anni fa, ora il fenomeno si sta allargando anche ad altre realtà italiane, come Salerno e Alto Adige.

Le scuole chiedono aiuto ai docenti già pensionati, che si occuperanno di istruire gli studenti immigrati con progetti di lingua2, o seguendo altri progetti con una programmazione annuale pari a quella dei docenti ancora in ruolo.

Alcuni sindacati erano già intervenuti in merito, analizzando anche altre situazioni analoghe a quelle di Brescia, giudicando l’iniziativa solo un altro fantasioso metodo utilizzato al fine di evitare di retribuire dei professionisti, una pericolosa deriva che trae la sua origine, sempre a parere delle associazioni sindacali, “dai tagli ai finanziamenti per le scuole e dalle inadempienze dei pagamenti da parte del Ministero delle Finanze”.

Causa di tutto è quindi la solita mancanza di fondi da destinare all’istruzione, con la rinuncia ad assumere nuovi insegnanti.

La situazione dovrebbe, però, migliorare con l'avvento dell'organico funzionale, che prevede appunto la possibilità da parte dei docenti di ruolo di occuparsi anche dell'ampliamento dell'offerta formativa, occupandosi appunto di progetti a sostegno della didattica e contro la dispersione scolastica, non solo quindi di effettuare supplenze, ma "supplire" davvero lì dove la scuola non può arrivare con i fondi FIS e MOF sempre più scarsi.

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