Docenti neoimmessi in ruolo 2021, presa di servizio il 1° settembre con green pass. Quando si può rimandare, quando non è necessario recarsi a scuola

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Mercoledì 1° settembre 2021: è il giorno della presa di servizio per i docenti già neoimmessi in ruolo nella fase ordinaria delle assunzioni (circa 46.000), nonché per i docenti che avranno già ricevuto la proposta di nomina in seguito alla procedura informatizzata (ruoli e supplenze da GPS) per la quale è possibile presentare domanda entro il 21 agosto.

N.B. Naturalmente tutti i docenti che conoscono già la scuola di titolarità possono già prendere contatto con la scuola, anche per gli adempimenti relativi all’accredito dello stipendio, o per sapere a quale sede di servizio saranno assegnati, o per far presente alcune circostanze (allattamento, gravidanza…)

Sull’eventuale differimento della presa di servizio pubblichiamo quanto indicato dalla UIL Scuola

Differimento della presa di servizio  (anche per le cause di incompatibilità)

“L’eventuale differimento della presa di servizio per un giustificato motivo (es. malattia o altri motivi documentabili) comporterà anche il differimento della decorrenza economica.

L’art. 9 del DPR 3/1957 (richiamato anche dall’art. 560 del Dlgs 297/94) prevede infatti che “La nomina dell’impiegato che per giustificato motivo assume servizio con ritardo sul termine prefissogli decorre, agli effetti economici, dal giorno in cui prende servizio. Colui che ha conseguito la nomina, se non assume servizio senza giustificato motivo entro il termine stabilito, decade dalla nomina”.

Ad avviso della UIL scuola rientrano nei “giustificati motivi” di differimento della presa di servizio anche tutti quei casi in cui il docente abbia la necessità di regolarizzare rapporti di lavoro in essere al momento della nomina ed incompatibili con l’assunzione in ruolo (ad esempio per le situazioni di chi ha la necessità di fornire al precedente datore di lavoro il preavviso in caso di dimissioni volontarie) o di dismettere attività imprenditoriali o commerciali o comunque per tutti quei casi di incompatibilità previsti dalla norma.

In questi casi, però, sempre ad avviso della UIL scuola, il differimento dovrebbe avere una durata corrispondente al tempo strettamente necessario al fine di eliminare la incompatibilità in essere al momento della presa di servizio, trascorso il quale se non si prende servizio, si decade dalla nomina.

Sono casi particolari per cui è sempre bene che il docente ne faccia richiesta, per tempo e dettagliatamente motivata, all’ATP/USR di riferimento e al dirigente scolastico della scuola in cui dovrà assumere servizio, finalizzata a posporre il perfezionamento del rapporto di lavoro per cause riconducibili all’incompatibilità in corso, e di accertarsi che tale richiesta sia accoglibile (su questo punto, infatti, non essendoci una chiara indicazione del Ministero, ci risulta che negli anni precedenti ci siano stati comportamenti difformi da parte degli
Uffici scolastici nell’accettare o meno il differimento della presa di servizio per le cause appena elencate).

ATTENZIONE: Art. 18 comma 3 CCNL 2006-09 (aspettativa per lo svolgimento di altro lavoro o per superare un periodo di prova) o aspettativa per avviare attività professionali e imprenditoriali (art. 18 della legge 4 novembre 2010, n. 183 “c.d. Collegato Lavoro”).

La Corte dei Conti (Sez. reg. controllo per il Piemonte, del 25 marzo 2015 n.47), ha precisato che l’aspettativa non può essere utilizzata per “aggirare” la condizione ostativa alla valida sottoscrizione del contratto, rappresentata dallo svolgimento di un’attività incompatibile.
“…la stipula del contratto di lavoro, infatti, costituisce antecedente logico della concessione dell’aspettativa. Non vi è dubbio, pertanto, che la stipula del contratto determini il sorgere dei diritti (e doveri) collegati allo status di dipendente del MIUR (tra cui, appunto, l’aspettativa di cui al cit. art. 18), ma è altrettanto vero che la valutazione di legittimità del contratto costituisce un antecedente giuridico e va effettuata con riferimento alla situazione di fatto esistente al momento della stipula. Nessun rilievo, infine, assume l’articolo 18, comma 2, della L. n. 183 del 2010: è naturale, infatti, che in presenza di un divieto di esercizio di attività lavorative differenti (normativa in tema di incompatibilità) e,
contemporaneamente, del diritto all’esercizio delle medesime (normativa e CCNL in materia di aspettativa), il legislatore abbia ritenuto opportuno precisare, ad evitare dubbi interpretativi sul contrasto di disciplina, che con la concessione dell’aspettativa si determina
la sospensione del citato divieto.

Ma ciò che appare importante sottolineare è che la sospensione di tale divieto opera solo dopo la concessione dell’aspettativa e non certamente prima della stipula del contratto di assunzione, momento nel quale il diritto all’aspettativa non può ancora ritenersi cristallizzato nella sfera giuridica dell’aspirante dipendente pubblico…”.

Pertanto, il docente che ha in essere un altro contratto di lavoro o comunque una attività che risulta incompatibile con il contratto a tempo indeterminato con la scuola, non potrà fruire di tale aspettativa per rinviare l’assunzione in servizio all’anno scolastico successivo. Tale aspettativa, infatti, è possibile ottenerla solo dopo aver perfezionato il rapporto di lavoro presso la scuola (perfezionamento che prevede che al momento dell’assunzione in servizio il docente non deve trovarsi in una delle condizioni di incompatibilità previste dalla norma).

Maternità – dottorato – assegno di ricerca

I docenti di seguito indicati devono essere considerati in effettivo servizio, al momento della accettazione della nomina, giuridicamente ed economicamente dal 1° settembre 2021, senza la necessità che avvenga fisicamente la presa di servizio a scuola:

✓ le docenti che non possono assumere servizio perché si trovano in maternità (congedo obbligatorio o interdizione dal lavoro per gravi complicanze della gestazione);
✓ i docenti che non possono assumere servizio perché al momento della nomina impegnati in attività proprie:
o del dottorato di ricerca;
o per borsa di studio post dottorato;
o per assegno di ricerca.

In questi casi il docente deve necessariamente essere collocato contestualmente in congedo straordinario (con o senza borsa) o in aspettativa non retribuita (assegno di ricerca) dal 1° settembre 2021 e l’assunzione in ruolo è considerata valida a tutti gli effetti senza presa di servizio effettiva.”

Green pass necessario dal 1° settembre

L’obbligo del green pass per docenti e ATA è stato introdotto dal decreto 111 del 6 agosto, che all’articolo 9 afferma:

Dal 1° settembre 2021 e fino al 31 dicembre 2021, termine di cessazione dello stato di emergenza, al fine di tutelare la salute
pubblica e mantenere adeguate condizioni di sicurezza nell’erogazione in presenza del servizio essenziale di istruzione, tutto il personale scolastico del sistema nazionale di istruzione e universitario, nonche’ gli studenti universitari, devono possedere e sono tenuti a esibire la certificazione verde COVID-19.”

La durata dell’obbligo è al momento fissata fino al 31 dicembre 2021, ovvero fino alla cessazione dello stato di emergenza.

L’obbligo per il personale scolastico pertanto scatta dal 1° settembre.

Il green pass viene rilasciato nei seguenti casi:

– aver effettuato la prima dose o il vaccino monodose da 15 giorni;
– aver completato il ciclo vaccinale;
– essere risultati negativi a un tampone molecolare o rapido nelle 48 ore precedenti;
– essere guariti da COVID-19 nei sei mesi precedenti.

Ricordiamo anche chi può rinviare e chi è esente LEGGI TUTTE LE INFO

Per maggiori dettagli si rimanda alla nota tecnica del Ministero

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